Andalusia on the road


Se esiste un luogo nato dalla polvere dei sogni, allora si chiama Andalusia.

E’ l’On the Road dell’anima e del cuore, che parte dalla costa colorata di Barcellona, ancora orgogliosamente catalana, dopo aver attraversato in nave il mare che ci divide dalla Spagna e aver cantato sul ponte a notte fonda accompagnati dal suono delle balene del Mediterraneo. Barcellona, la città della festa e dei colori, delle trasgressioni consuete, delle ramblas di pazzi ed artisti, ladri e ingannatori. Un carnevale di medioevo moderno disegnato da Picasso e Dalì. Dove la religione è la religione dell’Arte, lungo i pilastri scoscesi e piangenti della Sagrada Famiglia- il castello di sabbia che si scioglie piano sotto i tuoi occhi e nello sciogliersi poi paradossalmente cresce.

A Barcellona puoi fare tutto ed essere chiunque.

Comincia a Granada quel soffio sull’anima che ti regala un brivido strano. Lungo le stradine strette in salita degli antichi quartieri medievali che profumano di spezie, ti salutano i vecchi dai volti abbronzati, impolverati i cappelli come stessero lì da secoli immobili ad attendere il tuo passaggio.

Il cuore di Granata è l’Alhambra, l’antico palazzo reale dei califfi della dominazione araba. Esce da una fiaba con le sue cupole disegnate e perfette, i ricami d’alabastro e i rigogliosi giardini attraversati da una musica nascosta, prodotta da impercettibili sorgenti d’acqua lungo i viali.

La tappa successiva è Cordoba, sempre più dentro la profondità Andalusa. Le radici Musulmane si intrecciano con quelle cristiane, in una compenetrazione fuori dal tempo. Sulla rocca della città antica si erge circondata da mura una grandissima moschea. Si entra coperti come pellegrini da gonne lunghe e scialli, ci si immerge in una foresta di colonne, migliaia di colonne sottili e lisce, esili come rami. Si cammina nell’eco mistico nell’atmosfera ambrata, ma quando proprio gli occhi iniziano ad abituarsi alla successione delle navate, ecco si erge all’interno stesso della moschea una cattedrale cristiana pari per imponenza a San Pietro in Roma.

Per le strade della città il profumo di Kebab e formaggio Andaluso si mescola all’incenso proveniente dalle feritoie dei Bagni Turchi che affacciano all’esterno. In rigoroso silenzio e meditazione ci si immerge nelle acque bollenti, poi gelide, poi di nuovo bollenti; massaggiatrici dagli occhi grandi e le mani leggere cosparse di oli preziosi.

Si lascia Cordoba alle spalle con la sensazione di essere un asceta, o di volerlo diventare. Attraversare l’Andalusia è il viaggio che prepara alla scoperta di tutti i sensi, anche quelli che non credevamo di avere.

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