Proposta di legge per 1200 km di piste ciclabili

Ogni tanto mi è capitato di fare la guida cicloturistica per dei gruppi di turisti tedeschi sulla riviera romagnola. Paesaggi bellissimi, borghi, castelli... Ma quanti rischi ad andare in giro per quelle strade strette con camion, SUV, corriere che ti sverniciano la bici sfrecciandoti a 20 cm di distanza! E mi dicevo: "Quanto spreco! Questi turisti hanno deciso autonomamente di venire in bici qui da noi e noi li trattiamo a pesci... Anzi a gas di scarico in faccia". Al di la dell'ottima organizzazione di alcuni bike hotel, il pubblico non fa assolutamente nulla per assecondare la voglia di Italia dei milioni di cicloturisti stranieri.

Pare che sia stata presentata in questi giorni una proposta di legge bipartisan che prevede la costruzione di cinque grandi vie ciclabili turistiche che attraversino la penisola in coordinamento con le linee ferroviarie e marittime per un totale di 1200 chilometri.

Tante belle idee (potete leggere un bel resoconto dettagliato qui sul Velino) che non vedranno probabilmente mai la luce. Anzi è quasi forse da sperare che la proposta non venga approvata in quanto si parla di un budget necessario di circa 500 milioni di euro. Come a dire che diventerebbe una delle principali attrattive dell'economia criminale italiana. Come se ne esce? Con il realismo.

La mia piccola esperienza da guida cicloturistica mi dice che si potrebbe fare molto con un limitatissimo sforzo finanziario prendendo due piccioni con una fava ovvero fornire un servizio ai cicloturisti e ridurre la velocità media della circolazione delle auto in Italia: la mia idea è semplicmente quella di realizzare delle fasce ciclabili ai lati delle strade mediante l'utilizzo di semplice segnaletica orizzontale. In questo modo le carreggiate per le auto diventerebbero più strette aiutando a ridurre la velocità (strategia di viabilità utilizzata ampiamente in molti paesi europei) e si offrirebbe un'infrastruttura minima ma apprezzatissima dai cicloturisti italiani e stranieri.

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