In treno verso Machu Picchu

Machu Picchu, Peru

Vi confesso che, quando mi hanno descritto un viaggio fatto di recente con il treno da Cuzco, in Perù, ad Aguas Calientes per visitare le magnifiche rovine di Machu Picchu, ci sono rimasta un po' male. Sì, perché mi hanno parlato di un treno lussuoso, l'Hiram Bingham per la precisione, e di un tragitto senza contrattempi né interruzioni. E allora ho pensato a quando, ormai più di cinque anni fa, ho viaggiato lungo stesso percorso, sullo scalcinato treno con i sedili di legno e la locomotiva a vapore (uno degli ultimi nel paese, non più in funzione). Al freddo patito di prima mattina, coi finestrini che non si chiudevano, e alle ore passate lungo la strada, fermi per un guasto al locomotore. E infine al rientro a notte fonda, al freddo e al buio, perché anche negli scomparti la corrente andava a singhiozzo. E allora ho letto la presentazione di questo nuovo treno deluxe, inaugurato nel 2003, con tanto di spettacoli e ballerini a bordo, bibite e ristorante. E un po' ho invidiato i nuovi viaggiatori, quelli dell'Hiram Bingham o del Vistadome, con le finestre sul tetto e la vista sulle Ande, con gli interni di legno tirati a lucido e il cameriere in livrea bianca, alla modesta cifra di 547 dollari per un viaggio andata e ritorno (scegliendo il treno più lussuoso) o di 113 dollari per il Vistadome (o di 73 dollari per il più popolare Backpacker).

Però poi ho ripensato alle interminabili ore passate su quel vecchio treno a vapore col fumo che sbuffava dal locomotore; al paesaggio da mangiare con gli occhi che ti incollava al finestrino, incurante di altro, fintantoché c'era abbastanza luce per distinguere valli, fiumi e gole; al tepore del sole che riscaldava i sedili in legno mano a mano che ci si avvicinava a Machu Picchu. No, questi ricordi non me li toglierà mai nessuno, neppure il treno deluxe. La foto proviene dal mio album.

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