Le notizie che arrivano dalla Birmania sono sconvolgenti, c’è poco da aggiungere. E tutti, nel nostro piccolo, vorremmo in qualche modo aiutare un popolo in lotta per la democrazia (anche perché se aspettiamo che si organizzino le “temibili” azioni diplomatiche discusse in sede europea…).
A molto poco a mio avviso servono le magliette rosse da indossare in segno di solidarietà, al massimo fanno sentire meglio (e alla moda) chi parteciperà. Forse più produttiva potrebbe essere una sorta di sciopero del turismo: evitare di scegliere la Birmania come meta per le proprie vacanze, e convincere altre persone a fare altrettanto, per non portare preziosa valuta nelle casse del regime.
Viceversa è vero che per il popolo birmano, i turisti rappresentano spesso un prezioso, se non unico, contatto con il mondo esterno, un dato da non sottovalutare.
Secondo voi:
Drugo
28 set 2007 - 14:07 - #1“A molto poco a mio avviso servono le magliette rosse da indossare in segno di solidarietà, al massimo fanno sentire meglio (e alla moda) chi parteciperà.”
alla moda? questa te la potevi anche risparmiare, cosi come l’ideona di boicottare il turismo…
penso che le sanzioni dei paesi “piu’ forti” siamo la cosa migliore, sopratutto per riportare al governo il partito della “Lega Nazionale per la Democrazia” di Aung San Suu Kyi (premio nobel per la pace) regolarmente eletta nel 90.
tutto il resto fa cadere nel baratro la popolazione gia’ duramente colpita e non scalfisce il potere del regime.
ciaociao
Drugo
28 set 2007 - 14:10 - #2…e sanzioni anche contro cina, russia, thailandia e indonesia che passa le armi all’esercito…
la “maglietta rossa” e una forma per dire “sono con voi”…
eugenio
28 set 2007 - 14:31 - #3Si’ Drugo ma chi la vede la maglietta? I tuoi compagni d’ufficio e stop. Ok, meglio che niente, ma non credo serva a molto comq
Drugo
28 set 2007 - 15:13 - #4sono daccordo che con la mia maglietta rossa non faccio assolutamente cambiare idea al governo birmano ma almeno, personalmente, mi sento vicino alla popolazione. lo so e’ poca cosa ma almeno…
il turismo in birmania, fuori dalle grandi organizzazioni turistiche, ‘on the road’, puoi riuscire ad aiutare la popolazione, forse una singola famiglia che ti ospita, poca gente, ma che almeno ha qualche ‘dollaro’ dal turista e con quei pochi dollari ci campa mesi, penso che boicottare il turismo sia controproducente proprio per la popolazione.
e’ anche vero che, se vai con viaggi organizzati (pochi), quei soldi finisco al governo e, va da se, per far continuare la bella vita ai generali e per comperare armi…
ma anche se non ci andiamo in vacanza questo non cambia lo stato delle cose, l’esercito rimane e, senza soldi, trattera’ anche peggio la popolazione.
siamo intervenuti in guerre che non abbiamo neanche compreso ne forse voluto per portare la democrazia, in birmania, come scrivevo qualche post sopra, c’e’ un partito regolarmente eletto, con maggioranza dei voti dalla popolaizone, perche’ non intervenire?
(si forse lo so, implicazioni geopolitiche enormi -_-)
per questo dico che le azioni diplomatiche (prima, poi forse i caschi blu…) sono da preferire per far cadere il governo militare e far arrivare finalmente la democrazia in birmania.
Fairwatch
30 set 2007 - 09:19 - #5Ciao a tutti, sul sito dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile ci sono interessanti riflessioni sulla campagna Free Burma. Lo trovate su www.aitr.org o su http://www.aitr.org/doc_campagna_boicottaggio_birmania_1.html
Ciao