Guardate bene questa fotografia di babasteve e poi guardate la stampa pubblicata su post di Francesco che illustra Benares, com’è anche conosciuta Varasi, come appariva ai viaggiatori inglesi nel 1890. Io sono rimasto sopreso perché sembra che niente sia cambiato in questi 120 anni.
Probabilmente molto sarà dipeso dal fatto che Vanares sta alla religione Indù come la Mecca sta alla religione islamica. Qui, nelle acque del Gange, un indù deve venire almeno una volta nella sua vita per purificaesi nel fiume della vita, qui un indù vorrebbe che le sue ceneri fossero sparse e qui un indù affida ad una fiammella che galleggia sul fiume i sogni e le speranze di una vita.
Sulle tracce di un vecchio post di travelblog sulle audioguide, ho trovato un’audioguida su Varanasi, in inglese, che si può acquistare on line; per i più tradizionalisti (siamo già a questo punto parlando di internet!), suggerisco il sito Ingnazio, un giramondo che è passato anche a Varanasi o il resoconto del viaggio di Ilaria e Mario.
manuelolivares
07 giu 2008 - 12:16 - #1Vivo a Varanasi da quasi tre anni. è una città unica al mondo anche se a tratti difficile da digerire. Il mio slogan, tuttavia, è: “vedi Varanasi e poi muori! (magari a Varanasi, il posto ideale, per ogni Hindu, per lasciarre questo mondo, proiettandosi in un indecifrabile oltre)”.
Diverse foto della città sono disponibili sul mio sito www.manuelolivares.it. Segnalo anche il mio blog viverealtrimenti.blogspot.com, con un bell’articolo: Varanasi tra mito e realtà.
Segnalo infine il sito internet della maestra di yoga Smriti Chakravarty che gestisce uno spazio di insegnamento in centro città, ad Assi ghat: www.omyogainternational.com
Manuel