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Pozzi petroliferi in Val di Noto?

Pubblicato: 11 giu 2007 da Marco

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Palazzo Nicolaci Villadorata a NotoOgni tanto in su questo Blog vi parliamo di luoghi che sono stati catalogati dall’UNESCO come patrimonio dell’Umanità (li potete cercare selezionando il tag UNESCO). Si tratta di zone geografiche, centri cittadini, monumenti, siti archeologici che per le loro caratteristiche naturali, storiche od artistiche hanno valore per tutte l’umanità e che per questo vengono catalogate e protette. O almeno così credevo.

Invece mi sbaglio o forse in Italia le leggi non sono pensate per fornire una linea guida al nostro vivere comune stabilendo cos’è e cosa non è lecito, ma per allenare l’ingegno dei nostri amministratori, che per scavare un pozzo petrolifero sono costretti a trovare l’eccezione, il cavillo, il si ma però. E così capita, che in Val di Noto, famosa nel mondo come capitale del Barocco Siciliano (la foto di Xerones riprende Palazzo Nicolaci di Villadorata), sia possibile che una società americana ottenga dalle nostre autorità il permesso di effettuare dei carotaggi nella valle, patrimonio dell’Umanità, per cercare il petrolio.

Contro questa possibilità si stanno mobilitando in molti, e tra questi anche Camilleri, che dalle pagine di La Repubblica, ci chiede firmare on-line un appello per fermare questa vergogna. Dice Camilleri:

I milanesi come reagirebbero se dicessero loro che c’è un progetto avanzato di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate. E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco? E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Catrame

    11 giu 2007 - 14:00 - #1
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    Il paragone di Camilleri (se quello riportato è esattamente quello) è abbastanza stupido, prima di tutto perchè se i pozzi li fanno, non sono certo piazzati in centro a Noto (così come non lo sarebbero in piazza duomo, eccetera); ed in secondo luogo perchè a Milano i pozzi ci sono, magari non li vedete, ma ci sono. Sono per l’estrazione di gas e non di “petrolio”, ma ce n’è.
    Essendo nel ramo, posso dire che il loro inquinamento è molto limitato. Il loro periodo tra installazione, ricerca e finalizzazione dura diciamo intorno ai 20 giorni (quelli piu grossi però possono durare ance un anno); ed è questo il periodo di inquinamento. Inquinamento portato esclusivamente dai gas di scarico dei motori, perchè il resto è tutto recuperato e smaltito) Successivamente i pozzi occupano un’area estremamente ridotta e compatibili con l’ambiente circostante.
    Per un riferimento di pozzo Eni nel milanese, datevi un occhio al parco agricolo sud, vicino binasco.

  • marco.

    11 giu 2007 - 15:01 - #2
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    Il riferimento è alla Val di Noto, che come tale (quindi non solo Noto) è bene protetto dall’Unesco; la valle, è protetta, non tanto (o non solo) dall’inquinamento, ma da alterazioni delle circostanze che ne hanno comportato la protezione, quindi in teoria, dall’abusivismo edilizio come dalla creazione di pozzi petroliferi.

  • ferruccio frigerio

    18 giu 2007 - 19:59 - #3
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    a maggio sono stato 15 giorni in provincia di Ragusa, ho visitato molto di corsa le principali città turistiche. Inutile dire che sono rimasto affascinato dalle chiese e dai palazzi barocchi, ma sono rimasto affascinato anche dalla natura del tutto diversa di questa di casa mia, che pur bellissima ormai non mi dona più quelle emozioni che ho provato li. Non vedo percio perchè dobbiamo contaminare o rovinare la natura con pozzi petroliferi o trivellazioni alla ricerca di petrolio.

  • marco.

    19 giu 2007 - 09:23 - #4
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    E’ notizia di domenica scorsa, 17 giugno, che la società americana che aveva ottenuto (chissà come…) i permessi per effettuare i carotaggi in Val di Noto vi abbia rinunciato.