L'isola più romantica dell'Impero

Strana la storia dell'arcipelago di St. Kilda, letta su World Heritage: Kilda è una Santa senza onomastico, non è mai esistita e sembra che il nome sia una storpiatura dal norvegese skildir.

St. Kilda

Dopo due giorni passati in attesa, al riparo delle minuscole isole Monach (per altro molto romantiche: un faro abbandonato, alcune pecore e ogni tanto due foche curiose a farci compagnia), cominciamo a pensare di non riuscire proprio ad arrivare a St. Kilda. Il meteo continua a dare avvisi di tempesta da ovest, e lo skipper Donald Wilkie scuote la testa e ci dice che molte volte non è riuscito a portare i suoi clienti nel remoto, piccolo arcipelago in mezzo all'Atlantico, un centinaio di miglia a ovest della costa scozzese. Che si vada a vela o a motore è lo stesso: il vento, che qui nelle Ebridi esterne soffia forte due giorni su tre, o impedisce la traversata o, se cambia direzione, una volta arrivati fa ripartire in tutta fretta dall'unica baia. Nemmeno si trattasse del Polo Nord o di altre inaccessibili ed esotiche mete; verrò poi a sapere che esiste un esclusivo "St. Kilda Club" che riunisce chi è riuscito a passare almeno una notte su una delle isole. Ma per St. Kilda vale la pena di aspettare.

Nel 2004 Northern Light può vantare 32 spedizioni arrivate a St. Kilda con successo. La foto arriva dal Gruppo Yahoo (ce ne sono altre su World Heritage), la citazione da un vecchio pezzo su D Web. Il sito ufficiale: Kilda.org.uk, le immagini satellitari: Flash Earth.

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