Brasile del Nord: le dune e il Delta di Lençóis Maranhenses

Strano posto questo Maranhão, già dal nome che mi ricorda la canzone del gatto Maramao. I francesi ci volevano fare una Versailles equatoriale, ma son durati tre anni prima di esser gentilmente invitati a spostarsi in Guyana. Della capitale São Luís, leggete su Dweb:

È ancora il fado che abita i becos (le strade anguste che scavalcano la città), c'è qualcosa dello spirito di Lisbona imprigionato nelle ceramiche azulejos, qualcosa che fa di São Luís la città più lusitana del Paese. A cominciare dalla lingua: un portoghese più puro di quello che si parla sulle rive del Douro. Ma sono il reggae e il rap a esplodere sulle spiagge e nelle piazze. Il samba e le sfilate di Carnevale non sono di qui. Questa città ribelle, che per tre volte ha scacciato i missionari gesuiti, conserva un'irriducibile anima africana. Da giugno ad agosto rullano i tamburi per festeggiare il "Bumba-Meu-Boi", una cerimonia metà pagana e metà cristiana, in cui si mescolano riti del candomblé (la santeria brasilliana) e culti di santi cattolici. L'agonia del centro coloniale stringe il cuore. Sono stati spesi milioni di dollari per ridestare "la bella addormentata", molti ancora se ne dovranno spendere. Duecento edifici sono stati restaurati nel quadro del progetto "Revivir", che è servito da modello al recente restauro del quartiere storico di Salvador de Bahia.

La regione è famosa per il Parco dei Lençóis Maranhenses, letteralmente il Parco dei lenzuoli che deve il nome alle distese di sabbia delle dune, che creano piscine d'acqua riparate. Un deserto tra l'acqua dolce dei fiumi che si buttano ad estuario nell'oceano.

C'è dello stupro nei tuoi piedi che solcano la sabbia zuccherosa, che lasciano impronte, nel tuo corpo che intorbida l'acqua casta, ma è una violazione provvisoria. Una spruzzata di pioggia, due refoli di vento e tutto ritorna vergine come prima. Sahara bollente con incastonato refrigerio.

L'altro soprannome è invece Delta del Brasile, perchè come nel Mississipi esistono zone umide che qui sono protette per la fauna che ancora ci abita. Un set di immagini varie lo vedete qui, da una vacanza non troppo esploratrice. Tutti parlano della Ilha du Caju, una delle tante isole sul delta del fiume Parnaiba che ha la peculiarità di essere privata e di offrire ospitalità in una posada particolare, detta "Refugio Ecologico". La pagina migliore per farsi una panoramica, la ho trovata per caso, sullo strano mashup ByGoogleMaps.

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