Centri minori in Italia: Capalbio nella Maremma toscana

Il borgo antico di CapalbioIeri come molte altre volte, viaggiando sull'aurelia in direzione di Grosseto sono passato davanti a Capalbio, piccolo centro nell'ultima parte della Maremma toscana. Come altre volte mi sono ricordato della sagra del cinghiale che vi si svolge a fine agosto, dei politici che vi passano le ferie, anche queste d'agosto, ma soprattutto di quanto fosse bella, anche se affollata, quando l'ho visitata, d'agosto. Così ho deciso di fare una piccola deviazione, cinque chilometri nell'entroterra dall'aurelia, e ho fatto una passeggiata a Capalbio, d'inverno questa volta.

La strada che parte dritta come un fuso dalla consolare, improvvisamente si inerpica tra i tornanti sul piccolo poggio dove è arrocato il borgo, tra i rossi della terra e i verdi delle querce, che fitte lo ricoprono. Girato l'ultimo tornate si arriva al paese nuovo e poco dopo si è sotto la rocca, tutta compresa da una strada a senso unico, stretta tra le case e le mura medievali, dove non si entra con le auto. Parcheggio facile, ma mi ricordo il traffico l'estate da queste parti, e allora mi spiego l'ampio parcheggio a pagamento, lì dietro al paese, quasi nascosto per non rovinare la vista del borgo.

Davanti alla porta principale trovo una statua di Niki De Saint Phalle che sembra messa apposta per creare un contrasto tra il paese medievale, chiuso tra le mura e la storia centenaria, e la modernità, che scorre di sotto lungo la costa.

Entro e mi godo una passeggiata breve ma intensa tra i vicoli vuoti di Capalbio. Che bello, mi dico; le case e le mura antiche esternamente sono ammodernate solo da porte pesanti di legno scuro. Nessun intonaco copre le pietre ingrigite per ingentilire l'aspetto di queste vecchi case. Passeggio sopra il camminamento delle mura e spazio con la vista da Montalto di Castro al Monte Argentario, con lo specchio del lago di Burano, proprio laggù, vicino al mare.

E tra queste viuzze, scopro giardini curatissimi dove, al riparo della tramontana, crescono alberi di limoni e piante in vaso; scatto foto a ripertizione mentre mi aggiro solo per i vicoli, raggiunto dal rumore delle case dove si apparecchia il pranzo e dal profumo delle cucine dei ristoratori che aspettano i loro clienti: un supplizio, perchè devo ripartire, il lavoro mi aspetta. Ma certo ci tornerò, fuori stagione, per godermi della vista dalle sua mura, della passeggiata tra i suoi vicoli, ma anche della sua cucina ricca di sughi rossi e carne di selvaggina.

Piccola nota: nel territorio comunale si trova il Giardino dei Tarocchi, creato dall'artista franco-americana Niki De Saint Phalle, che curiosamente è molto visitata da turisti stranieri e poco da quelli italiani; se capitate da queste parti, magari dopo aver visitato e pranzato a Capalbio, provate a visitare il parco, ne vale la pena.

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