
Shihara (la grafia è incerta, a volte è chiamata Shahara o con altre varianti) è una delle più belle città fortificate dello Yemen, malgrado sia tuttora quasi inaccessibile. Basti pensare che per secoli è stato un baluardo inespugnabile, rifugio contro gli occupanti stranieri nelle varie guerre che hanno caratterizzato la storia della regione. Solo negli anni sessanta del secolo scorso, durante la guerra civile, Shihara fu sconfitta dai bombardamenti aerei dei repubblicani contro i realisti.
Quando la visitai, sette anni fa, fui colpita dalla pericolosità della strada che si inerpcava sul fianco della montagna, fino a 2600 metri d’altezza. Soltanto gli abitanti del luogo erano in grado di percorrere l’angusta via sempre sul bordo del precipizio con stretti pick-up.
Una volta arrivati in cima però ci si trovava di fronte a un mondo sorprendente. Case di pietra con finestre di alabastro contornate da calce bianca. Cisterne scavate nella roccia a forma di anfiteatro. E soprattutto il magnifico ed elettrizzante ponte di Shihara, che si erge su un baratro di oltre trecento metri.
Foto dal mio album sul sito viaggiatore immaginario.
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