
Secondo post dalle vacanze sulla neve di Bosnia a Jahorina, ecco un tramonto molto dolce che un pò mi ha ricordato quello di Milano tra maggio e giugno, solo con un cielo piu’ limpido.

La vista mattutina dalla nostra stanza all’hotel Lavina, bell’alberghetto dell’ultima generazione con un caldo localino al piano terra dove lo jugo-rock la fa da padrone. Caffè Segafredo, gente simpatica.

Questo è l’albergo piu’ vecchio, non ricordo il nome, è in posizione panoramica sulle vallate sottostanti come l’altro molto grande, piu’ socialista e anni ‘80, il Bistrica. Fa un pò effetto ma le rovine sono molto pulite, insomma un particolare un pò particolare senza nessuna storia cruenta alle spalle.
Il ristorantino Ognjiste della Pansion Sport, un pò piu’ caro della media ma molto piacevole. La minestra mangiata in queste casettine di pane è semplicemente fantastica, degnissima evoluzione di scarpetta e crostino. Vedete un cuoco che riempie i piatti dalle pentole lasciate sul braciere in centro alla stanza.


Non ho foto dell’altro ristorante, probabilmente il migliore e non il piu’ costoso: lì ho gustato la famosa mela ripiena Tufahija, prima di un ottimo caffè Illy. Per la cronaca, sono i cuochi del Termag, unico quattro stelle attivo ad oggi sul posto. Jahorina sta vivendo un boom: prenotate in anticipo e non aspettate troppo se avete una mezza idea di provare a sciare nei Balcani. Da Sarajevo sono 20 minuti in taxi, ma si può andare anche in bus cambiando a Pale.
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