Avete mai pensato di regalare un biglietto aereo per Natale? L’idea viene da Swiss Air e di per se non è una grandissima novità visto che ormai ogni sito commerciale prevede la possibilità di acquistare dei gift voucher e che chiunque è libero di acquistare un biglietto di qualsiasi compagnia aerea e regalarlo.
Segnalo l’iniziativa di Swiss perché proposte di questo genere non sono diffusissime tra le compagnie aeree e anche perché l’offerta prevede una cosa molto intelligente: la possibilità per il beneficiario del regalo di effettuare gratuitamente almeno un cambio della data di partenza (entro 28 febbraio).
I prezzi proposti (tutto compreso) sono a partire da 134 euro per Barcellona
I biglietti possono essere acquistati fino al 31 dicembre e devono essere comunque utilizzati entro il 15 luglio 2007.
Karim
09 dic 2006 - 13:24 - #1C’è un errore nel post in questione: la compagnia aerea si chiama Swiss e non Swissari (che fallì).
Karim
09 dic 2006 - 13:24 - #2Swissair ovviamente :P
Elisa
29 dic 2006 - 00:15 - #3Anche Ryanair offriva l’opportunità di regalare un volo aereo…ma non sono sicura sul cambio di data gratuito… :-)
Pino Ciampolillo
03 gen 2007 - 20:35 - #4Isola Pulita REGALI DI NATALE
Siamo a Dicembre è il mese con cui termina l’anno, è il mese del Natale, dello shopping dei regali, è il mese dell’incontro e dello stare insieme.
E’ il mese in cui ci scambiamo gli Auguri.
Per stare alla nostra realtà di Isola delle Femmine ci sono Tanti nostri Concittadini, malati o famigliari di persone morte, a causa di malattie causate da inquinamento di sostanze pericolose d’ogni genere.
PERSONE che attendono gli siano fatti: gli auguri, un atto solidarietà ed un impegno preciso e concreto.
LE PERSONE, I CITTADINI! Da parte di chi si aspettano questi gesti?
Da parte di chiunque si è reso responsabile direttamente o indirettamente di questa sorta di “DISASTRO AMBIENTALE“, che inquina la nostra aria, il nostro suolo e la nostra acqua, che tanto danno sta arrecando alla salute umana (Signori! Attenzione le statistiche indicano la tendenza verso l’alto).
“DISASTRO AMBIENTALE” che ha deturpato le bellezze naturali e paesaggistiche di Isola delle Femmine, peraltro sede d’importanti siti di TUTELA AMBIENTALE SIC.( tra cui la riserva di Capo Gallo o i Fondali marini di Isola delle Femmine…..)
I concittadini di Isola delle Femmine, sono ben coscienti del fatto che vi è una responsabilità diretta di chi ha causato questo “DISASTRO”.
Vi sono anche dei RESPONSABILI che istituzionalmente deputati alla tutela della salute dell’ambiente del territorio nulla hanno fatto, nessun atto hanno prodotto, nessun’iniziativa hanno intrapreso.
Ancora più grave è il NON AVER INFORMATO LA CITTADINANZA e quando non sono riusciti a nascondere la notizia, hanno tentato in ogni modo di celare la verità.
Hanno mentito sapendo di mentire.
SIGNORI responsabili, fate un gesto e nel venirci ad augurare Buone Feste portateci la notizia delle Vostre decisioni:
-indagine conoscitiva di tutte le fonti d’inquinamento;
-indagine conoscitiva delle conseguenze d’inquinamento, sulla salute umana, sull’ambiente e sul territorio;
-indagine conoscitiva sulle patologie più frequenti conseguenza d’ogni genere d’inquinamento;
-indagine conoscitiva sulle aree colpite dall’inquinamento;
-opera di bonifica di tutte le aree inquinate, abbandonate e degradate del nostro territorio;
-programma di prevenzione e di tutela del patrimonio naturale di Isola delle Femmine.
Come Cittadini saremmo ben felici di offrire il nostro apporto e la nostra attiva e fattiva collaborazione.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it/
Labels: AMBIENTE SALUTE E ISTITUZIONI
pino ciampolillo
04 gen 2007 - 00:25 - #5Il Comitato Cittadino Isola Pulita :
Lettera aperta al Signor Sindaco Portobello
C’E’ CHI DICE NO!
Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi, consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di RESPONSABILITA’.
Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui, un’azienda, agisce e produce.
Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”. Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenze, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke. Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.
Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua”.
Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: ricchi di metalli pesanti e zolfo.
L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.
L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti. Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, pensiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario).
Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento.
I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone).
L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3.
Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.”. Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:
- senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;
- senza causare inconvenienti da rumori od odori;
- senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.
In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi?
INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.
Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:
“siete in grado di provare ciò?” I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.
Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell’aria. Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.
- Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.
Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione.
Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi?
Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi “giura” sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di “controlli efficienti” sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di “avere a cuore” e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.
Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione,
l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita, E’ UN REATO!
Vi è in Noi la convinzione che OGGI: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica.
Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti. La tutela della salute non può essere delegata e l’unica garanzia passa attraverso l’assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.
Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, Le chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare. Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di BONIFICA dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it/
pino ciampolillo
04 gen 2007 - 00:26 - #6Il Comitato Cittadino Isola Pulita :
Lettera aperta al Signor Sindaco Portobello
C’E’ CHI DICE NO!
Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi, consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di RESPONSABILITA’.
Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui, un’azienda, agisce e produce.
Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”. Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenze, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke. Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.
Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua”.
Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: ricchi di metalli pesanti e zolfo.
L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.
L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti. Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, pensiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario).
Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento.
I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone).
L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3.
Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.”. Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:
- senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;
- senza causare inconvenienti da rumori od odori;
- senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.
In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi?
INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.
Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:
“siete in grado di provare ciò?” I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.
Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell’aria. Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.
- Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.
Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione.
Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi?
Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi “giura” sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di “controlli efficienti” sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di “avere a cuore” e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.
Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione,
l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita, E’ UN REATO!
Vi è in Noi la convinzione che OGGI: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica.
Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti. La tutela della salute non può essere delegata e l’unica garanzia passa attraverso l’assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.
Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, Le chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare. Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di BONIFICA dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.
Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it/
Pino Ciampolillo
07 gen 2007 - 02:43 - #7Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani parte una denuncia al ministero della salute e alla procura della repubblica a difesa della salute dei cittadini e contro le manovre che vogliono favorire le autorizzazzioni in modo non trasparente
Al Ministero della Sanità
Alla Procura della Repubblica di Siracusa
Agli Organi di Stampa
Ai Comitati Cittadini Siciliani
Come tutti i Comitati Cittadini Siciliani avevano ampiamente previsto, avvicinandosi la scadenza della “moratoria” (in effetti mai iniziata) sui lavori degli inceneritori, per cui si sarebbe dovuto procedere a Palermo o Roma con l’AIA, il Governatore Totò Cuffaro ha presentato il conto.
Apprendiamo da fonte certa che il Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente ha comunicato al Dott. Gioacchino Genchi, responsabile del Servizio 3 Tutela dall’Inquinamento Atmosferico delle Emissioni, che dovrà a breve spostarsi ad altro incarico solo per alcuni mesi, spostamento peraltro non giustificato da alcuna motivazione.
Questo conferma che lo scopo è quello di avere campo libero per il tempo necessario a fare ogni tipo di operazione, alias autorizzazione.
Questo scaturisce dalle altissime pressioni determinate dal fatto che i funzionari di detto Ufficio, ligi alle normative oltre che al buon senso, hanno toccato degli evidenti interessi che vanno a intaccare alcuni “santuari” finora inviolati e pertanto il Governatore Cuffaro & C. hanno ritenuto necessario disarticolare la struttura eliminandone temporaneamente il responsabile.
Basta pensare che oltre ai 4 inceneritori, che già sarebbero stati motivi più che sufficienti, l’Ufficio era intervenuto sulla Italcementi, cementificio di Isola delle Femmine (divieto d’uso del pet-coke ricchissimo di metalli pesanti e di IPA emessi come pericolosissimo nanoparticolato, responsabile in specie di tumori all’apparato respiratorio), sulle Autorità portuali (necessità delle autorizzazioni, mai previste prima, per la movimentazione nei porti del materiale polverulento, tipo pet-coke, cemento, ecc.), sulla piattaforma polifunzionale Oikothen di Augusta destinata a bruciare rifiuti industriali (divieto temporaneo dell’inceneritore e concessione solo di trattamenti meccanico-biologici), sulla DB Group di Adrano (divieto di smaltimento mascherato di rifiuti, ossia incenerendoli dopo averli impastati con argilla per farne mattoni e tegole), Bonifica S.p.A. con sede a Palermo e stabilimento nel porticciolo dell’Acqua Santa di Palermo, in atto sotto sequestro per violazione dell’autorizzazione al trattamento di rifiuti industriali e morchie di petroliere, e poi ancora le Distillerie Bertolino e Trapas, ecc.Nell’immediato l’Ufficio si accingeva ad intervenire sui petrolchimici (la truffa legalizzata della bolla di emissioni atmosferiche di raffineria, lo smaltimento mascherato di rifiuti tramite le torce, la mancanza di sistemi di recupero vapori nelle operazioni di carico e scarico delle navi), sulle centrali termoelettriche (riduzione dei limiti delle concentrazioni emissive) e sulla miriade di mini inceneritori che si vorrebbero costruire riconvertendo gli impianti di compostaggio in impianti di combustione di “biomasse” per sfruttare i vantaggi economici dei Cip6 (certificati verdi).
Al Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini sembra necessario, a questo punto, attivare ogni tipo di sbarramento contro questa pericolosa manovra, cominciando a darne la più ampia divulgazione. Pertanto questo Coordinamento comunica sin d’ora che, considerato che questa operazione di smantellamento dell’Ufficio equivarrà a consentire la realizzazione di impianti sicuramente nocivi e dannosi per la Salute dei Siciliani e dell’Ambiente, presenterà un esposto per danno temuto presso le varie Procure della Repubblica competenti ed uno alla Corte dei Conti per le erogazioni indiscriminate dei Cip6 impropriamente destinati ad impianti nocivi piuttosto che alla produzione di energie alternative pulite.
Con la presente il Coordinamento sollecita ulteriormente il Ministero della Sanità, nella persona del Ministro Livia Turco e nella persona del Dott. Donato Greco a voler prendere in seria considerazione la tematica relativa ai danni procurati dalle emissioni dei nano-inquinanti da parte delle suddette industrie, danni ormai scientificamente confermati dalla letteratura internazionale che purtroppo ancora oggi il Ministero si ostina a disconoscere.
Dobbiamo forse aspettare i 25 anni che furono necessari a che fosse riconosciuto il danno da amiantooppure vogliamo intervenire subito? E’ solo con la prevenzione che si diminuiscono i costi sanitari!
Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani,
il Presidente Luigi Solarino ed il Consigliere Giacinto Franco.
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1437
Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine PA
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pino ciampolillo
10 gen 2007 - 19:34 - #8Comitato Isola delle Femmine Appello ai lavoratori Italcementi
LETTERA APERTA AI LAVORATORI DELLA Italcementi e alla Cittadinanza di Isola delle Femmine
Il giorno 25 del mese di luglio dello scorso anno, l’Assessorato Territorio ed Ambiente 3° Settore della Regione Sicilia con nota protocollo n° 48283, ha emesso provvedimento di diffida nei confronti della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine.
La diffida atto dovuto segue l’ottimo lavoro svolto dall’A.R.P.A. dipartimento di Palermo che è consistito in: sopralluoghi, sui siti della Italcementi (stabilimento e cava in località Raffo Rosso), ispezioni, incontri, indagini e rilievi di varia natura.
L’atto di diffida contesta alla Italcementi:
° La ditta Italcementi usa il Petcoke fin dal 1987, cosa che l’Azienda non ha mai comunicato;
° Al porto di Palermo trimestralmente la Amber K trasporta il Petcoke per la ditta Italcementi;
° La Italcementi preleva il Petcoke dalla stiva della Amber K per trasportarlo alla Cava di Raffo Rosso per lo stoccaggio;
° Il petcoke viene prelevato dalla cava di Raffo Rosso per trasportarlo nel Capannone per usarlo come combustibile;
° Il D.A.P. il 13.1.2006 ha prelevato un campione di petcoke dalla stiva della nave Amber K:
dalle cui analisi, risulta che il petcoke contiene: Idrocarburi Policiclici Aromatici, Vanadio e Nichel
° La relazione Tecnica del 23.5.06, nelle osservazioni si verbalizza: “……..si evince dalla tabella che la quantità totale degli inquinanti emessi in atmosfera, in considerazione delle portate e del numero dei camini di emissione, risulta notevolmente elevata. Ancora più elevata risulterebbe la sommatoria delle concentrazioni totali degli inquinanti sommando i valori coincidenti con i valori limite prescritti. Inoltre risulta necessario tenere conto delle emissioni diffuse generate dalla movimentazione dei materiali polverulenti all’interno del capannone ed emesse all’esterno attraverso la parte superiore del lato ovest dello stesso priva di chiusura.
In prossimità di tale punto (camminamento capannone lato Capaci) e sulla terrazza esterna (lato Palermo), il Dipartimento ARPA ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali.
°Il sopralluogo effettuato in località Raffo Rosso ha evidenziato : “…L’area esterna confinante con l’area di stoccaggio non è stata impermeabilizzata in alcun modo e presenta un terreno di tipo calcareo……Complessivamente l’area non impermeabilizzata presenta alcune pozze d’acqua e varie quantità di pet-coke sparse sul terreno…. Nella zona limitrofa alla vasca di raccolta acque si è osservato invece uno straripamento dell’acqua stessa sull’area circostante non impermeabilizzata. In particolare questa zona presenta evidenti segni di contaminazione quali il colore del terreno molto scuro in maniera compatta ed estesa in tutto lo strato superficiale, oltre a diversi pezzi di pet-coke.
Si precisa che il pet-coke dalla scheda di sicurezza, acquisita nell’ambito di un servizio presso l’Autorità Portuale di Palermo durante le attività di scarico del pet-coke stesso, contiene una percentuale di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) inferiore al 15%, una percentuale di vanadio e nichel rispettivamente inferiore al 0,3%. La sostanza è inoltre classificata come pericolosa (Xn) e categoria cancerogena 3.
Il quadro che n’emerge è alquanto allarmante e dannoso per la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza. Oltre a vanificare le speranze di uno sviluppo economico turistico della nostra Comunità. L’azione messa in atto dalla Italcementi nel rasentare il limite della legalità invalida un principio fondamentale della nostra Costituzione art. 32 “la difesa della Salute”.
Per tutti i motivi di cui sopra, il Comitato Cittadino Isola Pulita
Sollecita:
-le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza;
-all’Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 (d.ssa Contraffatto) si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità;
Si propone:
-di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.
Invita:
-Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della IItalcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita ha informato della situazione di cui sopra gli Organi Parlamentari, da cui è scaturita una interrogazione il cui primo firmatario è il Presidente della Commissione Ambiente del Senato Sen. Tommaso Sodano.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.forumfree.net
Pino Ciampolillo
12 gen 2007 - 19:22 - #9APPELLO PER LA SALUTE: COORDINAMENTO REGIONALE “UN ALTRO PIANO RIFIUTI E’ POSSIBILE”
Al presidente della Regione Sicilia
Salvatore Cuffaro
Al presidente del Consiglio dei Ministri
Romano Prodi
Al Ministro dell’Ambiente
Pecoraro Scanio
Al Ministro per la Salute
Livia Turco
Al Ministro per lo Sviluppo Economico
Pierluigi Bersani
puoi raccogliere anche tu le firme per l’appello scaricando il testo e il modulo per la raccolta aiuta i comitati
Il Presidente della Regione Cuffaro ha autorizzato la costruzione di quattro grandi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in tutta la Regione.
Le direttive europee riguardo la gestione rifiuti erano chiare: dare piena precedenza alla raccolta differenziata, e arrivare entro il 2003 almeno al minimo indispensabile (il 35%).
Dopo 10 anni dal Decreto Ronchi (1997) e dopo 6 anni di commissariamento la Sicilia è ancora a livelli ridicoli di raccolta differenziata (6%).
Livelli che decretano il fallimento del piano rifiuti regionale.
Diciamo NO a questa autorizzazione, con cui il presidente Cuffaro vuole scaricare il fallimento della sua politica di gestione dei rifiuti sulle spalle dei cittadini, installando 4 mega impianti che avranno un impatto ambientale e sanitario devastante su tutta l’Isola.
Diciamo NO agli inceneritori perché comporteranno:
• • l’esposizione dei cittadini a sostanze che l’Unione Europea e l’O.M.S. riconoscono come estremamente pericolose, quali diossine, IPA, BCBs, nanoparticelle e metalli pesanti (agenti cancerogeni e potenziali cause di malformazioni prenatali);
• • un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti, a carico dei cittadini;
• • l’ennesimo ristagno del sistema di raccolta differenziata nell’Isola;
• • la creazione di discariche speciali per le micidiali ceneri prodotte dagli impianti, costitute da prodotti tossici e cancerogeni;
• • un aumento del traffico dei mezzi pesanti per il trasporto dei rifiuti su arterie già intasate;
• • una seria minaccia per lo sviluppo delle aziende agricole, non solo nei pressi degli impianti, ma anche nel raggio di molti chilometri.
Le polveri sottili emesse dalle ciminiere degli inceneritori possono viaggiare per chilometri prima di depositarsi in terra e/o in acqua (rischiando di entrare nella catena alimentare).
Quale unione spontanea di diverse realtà e di semplici cittadini siciliani il Coordinamento Regionale Siciliano “Un altro piano rifiuti è possibile” chiede ai Governi regionale e nazionale il rispetto delle normative vigenti e della nostra salute (tutelata anche dalla costituzione italiana), e l’accoglimento di questi quattro punti, fondamentali per scongiurare un disastro che rischia di ricadere sulle presenti e future generazioni di siciliani:
1. Il blocco immediato dei cantieri di Augusta, Bellolampo, Casteltermini e Paternò;
2. Il ritiro delle ordinanze che danno il via alla realizzazione degli inceneritori;
3. l’avvio di una seria raccolta differenziata, che promuova il riuso e il riciclaggio dei rifiuti, e sistemi alternativi all’incenerimento come la bio-ossidazione;
4. il coinvolgimento degli Enti Locali e dei cittadini nelle scelte per la gestione dei rifiuti.
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Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine
pino ciampolillo
26 gen 2007 - 00:34 - #10IL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA: DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE FUORI DAL CENTRO ABITATO A NORMA DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE IN MATERIA URBANISTICA
Interrogazione del Senatore Sodano Presidente della Commissione Ambiente.
Senato della Repubblica
13a Commissione
Territorio, Ambiente, Beni Ambientali
interrogazione a risposta scritta
al Ministro dello sviluppo economico e al ministro della salute
Senato della Repubblica
13a Commissione
Territorio, Ambiente, Beni Ambientali
interrogazione a risposta scritta
al Ministro dello sviluppo economico e al ministro della salute
Premesso che:
- in provincia di Palermo, nel comune di Isola delle Femmine, sono presenti impianti della Italcementi s.p.a in pieno centro città (codice: NACE Code 26.51), che emettono fumi nocivi e producono elevati livelli di inquinamento acustico ed ambientale, con grave danno per i cittadini;
- oltre allo stabilimento nel centro città, la Italcementi si avvale di una serie di impianti, dislocati nel circondario, come quelli dediti ad attività estrattive a Piano Dell’Aia-Rocche di Raffo Rosso ed a contrada Manostalla, comune di Torretta;
- l’area dove opera la Italcementi è stata destinata ad uso industriale con il D.P.R. del 1981 per un ventennio, al termine del quale il cementificio era tenuto a ripristinare la destinazione d’uso a fini forestali e a riconsegnare il terreno alla Regione Sicilia;
- nel 2001, alla data di scadenza della concessione, il Comune di Isola delle Femmine ha concesso un’autorizzazione edilizia per la costruzione di un carbonile a cielo aperto per lo stoccaggio di petcoke (concessione edilizia n. 10/2001 del 5 aprile 2001);
- da quando il cementificio ha iniziato i processi produttivi, si sono riscontrati nell’area fenomeni di inquinamento così gravi da causare ingenti danni alla salute dei cittadini, tant’è che i tassi di incidenza di tumori polmonari, tiroidite, forme asmatiche e di altre malattie respiratorie, anche mortali, hanno raggiunto livelli anomali e preoccupanti;
- il cementificio di Isola delle Femmine opera nelle vicinanze di diversi Siti di Importanza Comunitaria, tra cui la riserva di Capo Gallo e i Fondali marini di Isola delle Femmine, così come individuati dalla direttiva “Habitat” (direttiva 92/43/CE, recepita in Italia con D.P.R. 357/97), incidendo negativamente sugli ecosistemi locali, i quali non vengono dunque salvaguardati come vorrebbe la normativa europea e la legge italiana di attuazione;
- le attività inquinanti della Italcementi sono state più volte oggetto di pubblica protesta, sia da parte degli abitanti del luogo, che in sede istituzionale, come dimostrano le numerose iniziative di vigilanza e controllo intraprese dagli organi preposti, nonché gli atti di diffida rivolti alla Italcementi con l’intento che proceda alla dovuta messa in sicurezza del sito;
- nell’ottobre del 2005, un sopralluogo effettuato dal D.A.P. con il Comandante della locale Stazione dei Carabinieri nel cementificio di Isola delle Femmine, rilevava che “all’interno del capannone (materie prime: petcoke, clinker, calcare, sabbia, argilla, perlite. Nelle adiacenze P.E. E43 ed E45) viene effettuato stoccaggio e movimentazione a mezzo gru a ponte di materiale polverulento che produce un’emissione diffusa. Si evidenzia altresì che parte del capannone risulta essere aperto verso l’esterno…”(verbale n. 9942393);
- il 25 gennaio 2006, l’ARPA ha effettuato un sopralluogo presso il deposito di combustibile solido (petcoke) in località Raffo Rosso della Italcementi, evidenziando gravi carenze nel sistema di impermeabilizzazione delle aree per lo stoccaggio del petcoke, sostanza pericolosa per la salute umana perché rientrante nella categoria cancerogena 3, (nota prot. 9945432, 30 gennaio 2006);
- la relazione dell’ARPA del gennaio 2006, si conclude con l’indicazione di diversi interventi di messa in sicurezza che la Italcementi è tenuta a porre in essere nel più breve tempo possibile e con la richiesta di esibire l’autorizzazione per l’utilizzo di petcoke quale combustibile solido all’interno dello stabilimento;
- a seguito della relazione dell’ARPA, il Sindaco di Isola delle Femmine, ha inviato una nota di diffida (nota prot. n. 3975 del 15.03.06) alla Italcementi, con la quale si invitava la predetta società ad adottare i necessari interventi di messa in sicurezza, di risposta emergenziale, di bonifica e ripristino ambientale, così come indicati dall’ARPA;
- il 25 luglio 2006, l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Sicilia con nota n°48283, ha emesso un provvedimento di diffida (firmato dal Responsabile del Servizio, il dott. Genchi) nei confronti della Italcementi di Isola delle Femmine contestando, tra l’altro, l’incontrollato utilizzo e smaltimento dei residui della produzione, quali il petcoke, sostanza altamente cancerogena;
- nella diffida si legge, tra l’altro, che “il petcoke viene utilizzato dal 1987 come combustibile del forno 3, del mulino crudo 3 e, in miscela e fino al 1992, del forno 2” e che, sebbene “la realizzazione del deposito di petcoke sia stata autorizzata dal Comune di Isola delle Femmine, non è mai stato comunicato né autorizzato l’uso del petcoke come combustibile”, rilevando infine che “nei rapporti analitici periodicamente trasmessi, la Ditta dichiara l’uso di carbone e non di petcoke” (nota n°48283 del 25 luglio 2006);
- solo pochi mesi prima, nel suo Piano di Caratterizzazione (12.04.2006) l’Italcementi dichiarava invece che soltanto “a partire dal 2001 presso la località Raffo Rosso si è effettuata l’attività di deposito del combustibile solido (petcoke)”, in virtù dell’Autorizzazione Edilizia n. 10/2001, rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine il 05.04.2001, omettendo quindi tutta una serie di dati e di verità fondamentali;
- l’Assessorato Territorio e Ambiente, nel provvedimento del luglio 2006, dichiara in modo univoco che “sono stati ripetutamente violati i dettami della normativa vigente e le prescrizioni del decreto assessoriale di autorizzazione” (per quanto concerne l’utilizzo del petcoke al posto del carbone), diffidando “l’Italcementi dal continuare ad utilizzare il petcoke come combustibile, nonché a continuare ogni attività che dia luogo alla produzione di emissioni diffuse di tale composto in assenza della necessaria autorizzazione ai sensi del D. Lgs. n. 152 /2006”, evidenziando inoltre che “ogni ulteriore violazione delle prescrizioni contenute nel presente provvedimento comporterà necessariamente la sospensione delle autorizzazioni concesse” (nota n°48283 del 25 luglio 2006);
- l’8 gennaio 2007, il dott. Tolomeo, Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente ha comunicato al dott. Genchi responsabile dei pareri tecnici in materia di tutela dell’inquinamento atmosferico da emissioni del 3° Servizio, l’immediata sospensione dall’incarico e conseguente spostamento a diverso luogo e a diversa posizione, senza che tale provvedimento sia stato in alcun modo motivato;
- il Dipartimento facente capo al dott. Genchi stava anche intervenendo su diverse tematiche a salvaguardia dell’ambiente, nel tentativo di far installare sistemi di recupero dei vapori nelle operazioni di carico e scarico delle navi; di impedire lo smaltimento mascherato di rifiuti tramite torce, di ridurre i limiti delle concentrazioni emissive e di bloccare la costruzione di 4 impianti di combustione delle biomasse, tutti progetti sostenuti con forza dal Governatore Cuffaro;
- a tutt’oggi, l’Italcementi non ha né provveduto alla messa in sicurezza dell’impianto, né ai necessari aggiornamenti del sistema di filtraggio e depurazione, né tantomento ha iniziato una procedura di controllo delle attività impattanti legate al funzionamento dei propri impianti, ma ha anzi intenzione di proseguire nell’inquinamento incontrollato, ampliando i propri impianti mediante la costruzione di una nuova torre alta circa 100 metri,
Si chiede di sapere:
- se il Governo non ritenga opportuno bloccare l’avvio di nuovi progetti fino al momento in cui non venga intrapresa la messa in sicurezza degli impianti e delle operazioni del cementificio, con preventivo accertamento dei danni causati dalle emissioni della Italcementi ai cittadini e all’ambiente;
- se il Governo non possa intervenire a tutela del paesaggio e delle normative in vigore, dato che la cementeria è situata all’interno di zona vincolata dalla Sopritendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici della Regione Sicilia, e dato che si tratta di attività nocive “che producono fumo, polvere, rumore, esalazioni nocive ed eventuali scarichi di sostanze velenose”, le quali non potrebbero avere luogo in prossimità di centri abitati, anche a norma del piano regolatore di Palermo;
- come il Governo intenda attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza, monitorando, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee.
Sen. Tommaso Sodano, Di Lello e Liotta
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Labels: INTERROGAZIONI PARLAMENTARI
Comitato Cittadino Isola Pulita
Referente Coordinamento Comitati Cittadini Regione Sicilia
ComitatoCittadinoIsolaPulita
03 feb 2007 - 18:56 - #11Associazione Medici per l’Ambiente
ISDE Italia
Risoluzione ISDE Italia sull’incenerimento dei rifiuti
http://www.isde.it/risoluzione_isde_rifiuti.htm
Associazione Medici per l’Ambiente
ISDE Italia (www.isde.it)
affiliato a International Society of Doctors for the Environment
INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
L’Associazione dei Medici Per l’Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.
Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come
Razionalizzazione,
Riduzione della produzione,
Raccolta differenziata,
Riciclaggio,
Riuso,
Riparazione,
Recupero.
Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’’esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.
L’ incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell’ ambiente e della salute. E’ inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l’immissione sistematica e continua nell’atmosfera per ogni inceneritore (di milioni di metri cubi al giorno) di fumi inquinanti contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.
Senza contare del contributo all’effetto serra.
La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.
Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata (come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).
L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:
Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.
TUTTI GLI ESSERI UMANI SONO RESPONSABILI DELL’
AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE!
Membri del Gruppo di lavoro ISDE Italia sui rifiuti
Balestreri Federico (Cremona); Bragheri Romano (Pavia); Cristofolini Antonio (Trento); Diaferia Giorgio (Torino); Fabbri Fabrizio (Roma); Galli Simone (Firenze); Garetti Gianluca (Firenze); Gennaro Valerio (Genova); Gentilini Patrizia (Forlì); Guerra Manrico (Parma ); Laghi Ferdinando (Cosenza); Mocci Mauro (Civitavecchia); Rivezzi Gaetano (Caserta); Romizi Roberto (Arezzo); Tomatis Lorenzo (Trieste)
DANNI ALLA SALUTE
Le sostanze tossiche emesse da un inceneritore determinano:
· aumento del 31,4% del sarcoma dei tessuti molli nel raggio di 2 Km dall’inceneritore (studio Comba Istituto Nazionale della Salute, Italia).
· aumento del 37% del cancro al fegato e fino al 5% del cancro al colonretto nel raggio di oltre 1Km dall’inceneritore (studio Elliot P.
London School of Higiene and Tropical Medicine , 2000 U.K ).
· aumento del doppio del cancro infantile nel raggio di 5Km (studio Knox Int.Epidemeology, 2000, U.K).
· Il cancro alla mammella aumenta nelle donne che vivono in prossimità dell’inceneritore (Saintot, Eur J Cancer Prev 2004).
· Esiste inoltre una relazione diretta tra le emissioni dell’inceneritore e la comparsa di mutazioni e malformazioni (studio Ferriera e al. ,Università di Saò Paolo, 2000).
· “Gli inceneritori di immondizia sono i maggiori responsabili dell’emissione di diossina” (O.M.S. Giugno 1999).
· Lo IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha riconosciuto la diossina 2,3,7,8 TCDD come una sostanza cancerogena per l’uomo. Le altre diossine inducono effetti diversi sull’uomo a seconda del livello di
concentrazione e dell’esposizione a breve o a lungo termine a cui è sottoposto l’organismo.
· Biomarcatori di una esposizione tossica - tioeteri– sono stati trovati elevati nelle urine di bambini residenti vicino inceneritori di recente costruzione; Ardevol et al. (1999).
· I livelli di diossine nel sangue sono aumentati del 10-25% nei primi due anni di attività di un nuovo inceneritore; Gonzalez et al. (2000).
· I livelli ematici di PCB nei bambini residenti vicino un impianto tedesco per rifiuti pericolosi sono stati trovati elevati; Holdke et al. (1998).
· Il livello di mercurio nei capelli di abitanti vicino ad inceneritori è aumentato del 44-56% in dieci anni; Kurttio et al. (1998).
· Elevati livelli ematici di diossine sono stati trovati in communità vicino ad impianti in tre studi, rispetto a cinque studi condotti; Miyata (1998);
Deml et al. (1996); Van den Hazel and Frankort (1996); Startin et al. (1994).
· Il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l’esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Gli autori dello studio, “Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d’ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps,” realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri principali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora
pubblicato, concludono che “globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni:
le anomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori”.
Inoltre essi hanno constatato “un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie”. Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell’intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Parigi, 21 gennaio 2003
GLI INCENERITORI PROVOCANO LA NASCITA DI BAMBINI MALFORMATI
http://www.inceneritori.org/malform.htm
Parigi, 21 gennaio 2003:
il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l’esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Gli autori dello studio, “Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d’ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps,” realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri perincipali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora pubblicato, concludono che “globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni: leanomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori”. Inoltre essi hanno constatato “un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie”. Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell’intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Secondo il direttore del CNIID gli inceneritori saranno “l’amianto del XXI secolo” anche perchè lo studio conferma altre prove scientifiche che hanno posto sotto accusa gli inceneritori di rifiuti come quelle riportate dall’”American Journal of Epidemiology” del 26 giugno 2000 sull’aumento dei tumori rilevati nei tre cantoni di Doubs, vicini all’inceneritore di Besancon (Franca Contea, regione ai confini con la Svizzera).
Tratto da un comunicato stampa del CNIID, 21-23 gennaio 2003
Labels: COMITATI CITTADINI SICILIANI PER LA PREVENZIONE E LA SALUTE
ComitatoCittadinoIsolaPulita
07 feb 2007 - 19:07 - #12LE ADESIONI ALL’INIZIATIVA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
SALE LA PROTESTA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata
Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista
ISOLA DELLE FEMMINE, (ima] La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabili
mento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌa).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.
Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.
Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
«Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-.
Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto.
Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.
L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni.
Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».
IGNAZIO MARCHESE
Giornale di Sicilia 6.2.07
Comitato Cittadino Isola Pulita
Labels: COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DELOCALIZZAZIONE
ComitatoCittadinoIsolaPUlita
14 feb 2007 - 10:28 - #13I MINISTRI FIRMANO LA REVOCA ALLE AUTORIZZAZIONI EMISSIONI IN SICILIA
Amici: sono le ore 20,15 un’ottima notizia appena data al TG 3 Regione:
La Conferenza dei Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Attività produttive hanno revocato le autorizzazioni delle emissioni in atmosfera per i quattro inceneritori in Sicilia!!!
Al più presto spero di darvi notizie più dettagliate.
RIFIUTI: SICILIA; STOP MINISTERI AUTORIZZAZIONI
INCENERITORI *
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/rifiuti/20070213184634201113.html
ANSA) - ROMA, 13 FEB -
E’ stato firmato dai ministri dell’ Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico il decreto interministeriale che sospende le autorizzazioni per le emissioni in atmosfera di quattro inceneritori previsti dal Piano regionale dei rifiuti nei comuni di Augusta, Paterno’, Palermo e Casteltermini. Lo rende noto un comunicato del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La sospensione, in ottemperanza con quanto stabilito dalla Conferenza dei Servizi, si e’ resa necessaria dopo aver accertato irregolarita’ nelle procedure autorizzative del precedente Governo. Il decreto stabilisce la sospensione fino alla conclusione del procedimento di rilascio dell’ autorizzazione integrata ambientale che dovra’ avvenire entro 60 giorni dalla effettiva attivazione della procedura da parte della Commissione Ippc e che dovra’ avere inizio entro il 15 febbraio 2007. (ANSA). COM-GU
13/02/2007 18:46
Quando a Paternò iniziammo la battaglia contro l’inceneritore, ci rendemmo subito conto che era una battaglia difficile, che gli schieramenti erano trasversali
etc.
Non ci siamo mai scoraggiati e … i risultati si vedono.. A Cannizzola le ruspe non ci sono. Fummo, come siamo, ancora solidali con gli altri Comitati civici e a quant’altri.
Queste brevissime considerazioni sono necessarie per invitare quanti si vogliono, ancora, occupare della questione, che, per continuare a vincere bisogna essere
rispettosi delle regole, non perdere mai la testa, e rispettare, soprattutto le diversità tattiche del gruppo dirigente.
Il Prof. Luigi Solarino riscuote, in modo incondizionato, la fiducia e la stima del Coordinamento dei Comitati civici di Paternò.
Personalmente sono, da sempre contrario alla gestione movimentista dei processi; non producono molto… e le polemiche elettroniche ne sono la prova. Il Comunicato del Gruppo dei verdi al Parlamento europeo è, a mio avviso, un altro passo avanti che bisogna apprezzare, perché, comunque dell’impegno di tutti!
Che poi qualcuno voglia tutto e subito e processi, arrabbiandosi, chi non la pensa come lui, è un suo problema.
E’ lecito arrabbiarsi con sé stessi, mai con gli altri. A chi accede per la prima volta alla questione bisogna che gli si spieghi, innanzitutto, la complessità del problema, la mastodontica mole dei nostri avversari e lo si aiuti a crescere.
Il Comunicto Ansa fattoci pervenire poco fa significa…stiamo continuando a vincere(a scanso di equivoci che la battaglia non è ancora finita)
GRUPPO SPONTANEO DONNE E MAMME DI AUGUSTA
Cari amici/che,
ho sempre sentito che stiamo vivendo un momento storico importantissimo.
Rimaniamo uniti, camminiamo insieme, teniamo sempre presenti queste 5 parole (sono quelle che sabato abbiamo ribadite al ministro, riprendendole proprio dai discorsi sentiti dal Responsabile dell’ospedale, dall’Assessore alla sanità e dallo stesso Ministro, durante l’assemblea pubblica precedente al nostro incontro “privato”):
Prevenzione, Responsabilità, Squadra, Fiducia, Legalità.
Se continueremo a ritrovarci su questi semplici concetti e a fondare la nostra azione su questa base comune, potremo insieme gioire dei risultati perchè centreremo l’obiettivo.
Un giorno potremo dire ai nostri figli: “Io ho creduto possibile l’impossibile e c’ero tra coloro che hanno voluto per te una vita migliore, dove la dignità, la libertà e la giustizia non fossero più utopia.
Spero di incontrarvi presto e di camminare ancora insieme a “Tutti” voi.
Ognuno è prezioso e … il sostegno reciproco, le forze condivise, l’obiettivo comune saranno la nostra risorsa vincente.
Vi abbraccio.
Angela Calì - Gruppo Spontaneo Donne e Mamme di Augusta
La notizia è che i tre ministri hanno firmato oggi la “sospensione” per 60 giorni delle autorizzazioni all’emissione in atmosfera e che è stato demandato alla Commissione IPPC presso il Ministero dell’Ambiente il parere tecnico sulla richiesta delle imprese.
Sapremo tutto più accuratamente domani.
COMUNICATO STAMPA Straburgo, 13 febbraio 2007
Nuova direttiva quadro sui rifiuti
Frassoni: “Gli inceneritori non potranno essere spacciati come recupero”
Il Parlamento europeo ha adottato oggi, in prima lettura, il rapporto della deputata Caroline Jackson (Regno Unito, popolari) sulla proposta di nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo socialista e dalla sinistra unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.
La presidente dei Verdi/ALE, Monica Frassoni, ha così commentato il voto di questa mattina:
“Il bilancio del voto di stamane è complessivamente positivo, in particolare se si tiene conto del fatto che siamo riusciti a non far considerare gli inceneritori (indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica) come una forma di recupero. Almeno in prima lettura, siamo così riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l’incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l’Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.
Di fondamentale importanza è inoltre l’adozione di una gerarchia di 5 livelli chiaramente distinti l’uno dall’altro e con un ordine di priorità ben preciso, all’interno del quale gli Stati membri devono impegnarsi prima di tutto per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, poi il riutilizzo, poi il riciclaggio e altre forme di recupero e solo infine per lo smaltimento (naturalmente sicuro ed ecologico) dei rifiuti.
Molto importante infine è l’aver stabilito che tutti gli Stati membri dovranno adottare tutte le misure necessarie per stabilizzare la propria produzione globale di rifiuti entro il 2012 rispetto alla propria produzione annuale di rifiuti del 2008. Un primo passo concreto per ridurre la montagna di rifiuti che ogni anno si produce nel nostro continente (534 kg di rifiuti domestici per ogni europeo in un anno!).
Comitato Cittadino Isola Pulita
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ComitatoCittadinoIsolaPulita
20 feb 2007 - 18:58 - #14Da: “il Manifesto” del 18 febbraio 2007
Incompatibile con i Veleni di Totò
Massimo Giannettì Palermo
Gioacchino Genchi, ex leader del movimento studentesco palermitano del ‘68, tutto poteva immaginare nella vita, tranne che avrebbe avuto di nuovo a che fare, quasi quarant’anni dopo il ‘68, con quel «tipo strano» che frequentava le assemblee del collettivo della facoltà di scienze e poi andava a denunciare gli studenti alla polizia. Quel «tipo strano» che gli stessi studenti allontanarono a calci nel sedere dall’università appena scoprirono che era un infiltrato, un paio di mesi fa è infetti diventato nientemeno che direttore generale del dipartimento territorio e ambiente nel medesimo assessorato della Regione Sicilia, dove Gioacchino Genchi, dirige da diversi armi l’importante «Servizio 3», quello che si occupa della tutela dall’inquinamento atmosferico.
L’ex infiltrato - peraltro reo confesso - nel movimento studentesco, ex militante del Msi e poi di An, e ora alto dirigente regionale in quota dell’Mpa di Raffaele Lombardo, è insomma il suo nuovo capo gerarchico e in virtù di questo potere l’8 gennaio scorso ha deciso che per «ordini superiori» Gioacchino Genchi non deve più dirigere quel Servizio. Senza curarsi minimanente della legge (la numero 241 del ‘90 sui procedimenti amministrativi), Pietro Tolomeo, il suddetto direttore generale, ha quindi preso carta e penna e senza alcuna motivazione né preavviso gli ha revocato l’incarico in seduta stante, destinandolo in un’altra sede. «Conseguentemente a ciò e ribadendo la richiesta già avanzata per le vie brevi - è la stata sua intimazione scritta - le si chiede di consegnare immediatamente allo scrivente tutta la documentazione e il registro di protocollo interno relativi al Servizio 3 ancora in suo possesso». Dalle parole è poi passato ai fatti.
Di fronte alle resistenze di Genchi a lasciare il suo posto di lavoro, Tolomeo • che come avrete già capito è uno che gli «ordini superiori» li esegue davvero alla lettera - ha infatti cominciato lui stesso a sgomberare scaffali e scrivanie dall’ufficio del funzionario, tentando, in sua assenza, di prelevare anche documenti dal suo computer.
Ma non è finita, perché Tolomeo - che è un tipo abbastanza grosso di statura e a quanto pare anche abbastanza manesco, la l’ 11 gennaio, e cioè tre giorni dopo aver dato il benservito a Genchi, visto che quest’ultimo e uno dei suoi collaboratori insistevano cercando di fargli capire che la revoca dell’incarico senza giustificato motivo è nulla, e che proprio per questo motivo i documenti che lui pretendeva non glieli avrebbero consegnati, Pietro Tolomeo è saltato su tutte le furie e si è avventato fisicamente addosso ai due interlocutori.
Perché e per conto di chi?
Adesso tutta questa storia è nelle mani della magistratura, alla quale Gioacchino Genchi - contro la cui rimozione sono scesi in piazza ambientalisti, comitati di cittadini, sindacati di base e politico regionali - si è subito rivolto per difendere i propri diritti. Ma a questo punto la domanda è: perché Pietro Tolomeo ha fatto quello che abbiamo raccontato?, o meglio: per conto di chi ha eseguito quell’«ordine superiore» come a lui stesso confidato a Genchi?
Date le caratteristiche del personaggio, tutte le ipotesi sono ovviamente plausibili, ma Tendiamo ad escludere che si sia trattato di una sua vendetta postuma per i fatti universitari del secolo scorso. Il suo passato di fascista e di spia della polizia, a parte i metodi, al 99,9 % non ha alcun legame con l’epurazione dell’ex leader sessantottino dal Servizio antinquinamento. Un Servizio - è bene sottolinearlo - che è come il fumo negli occhi sia per le grandi lobby chimiche che operano nell’isola che per lo stesso potere politico siciliano. Le origini della rimozione di Genchi, già vittima l’anno scorso di una simile ritorsione, vanno quindi rintracciate tra i numerosi provvedimenti che il «Servizio 3» da fui diretto stava per emettere o ha emesso nei mesi più recenti.
Tra questi la clamorosa chiusura della distilleria Bertolino di Partinico, la più grande e più inquinante fabbrica etilica d’Europa, di proprietà della cognata dell’ex «ministro dei lavori pubblici» di Cosa nostra, Angelo Siino (poi pentito) e nella quale si sarebbero, fra l’altro, tenute varie riunioni della Cupola di Bernardo Provenzano. Poi ci sono le drastiche misure nei confronti di alcune industrie del mattone catanesi che impastavano ceramica con i fanghi tossici dei petrolchimici del siracusano, e del cementificio di Isola delle Femmine (Italcementi) per l’uso de Pet Coke come combustibile per alimentare gli impianti che da anni avvelenano terra mare e cielo della località alle porte di Palermo.
Insomma, di interventi scomodi il direttore del «Servizio 3» ne ha firmati parecchi e altri ne aveva in serbo, come quelli rivolti ai petrolchimici di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo. Ma gli indizi maggiori della sua rimozione portano dritti dritti ai quattro mega inceneritoridì rifiuti che il presidente della regione Totò Cuffaro vuole realizzate a tutti i costi in Sicilia: è un business colossale di circa 2 miliardi di euro che non può, anzi non deve assolutamente sfumare per colpa di un funzionario troppo ligio al proprio dovere, e che soprattutto non intende piegarsi alle pressioni del governatore.
A Genchi il piano rifiuti di Cuffaro non è mai piaciuto, c’è troppa puzza di bruciato.
E infatti non lo ha mai approvato. Ma non lo ha bocciato per un capriccio politico. Tant’ è che nessuno, neanche lo stesso Cuffaro, gli ha mai mosso un simile rimprovero.
Il no del «Servizio 3» alle autorizzazioni delle emissioni di gas in atmosfera - preliminari per l’avvio dei cantieri - tende semplicemente ad applicare le normative, italiane ed europee, sulla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini I quattro inceneritori - previsti a Palermo, Paternò, Augusta e Casteltermini - oltre ad essere sovrastimati per lo smaltimento dei rifiuti prodotti in Sicilia, emettono una quantità di diossina dieci volte superiore ai limiti massimi tollerati ma non auspicati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’organismo umano. Un esempio pratico;
con l’entrata a regime dell’inceneritore palermitano di Bellolampo ai 750 mila residenti del capoluogo siciliano verrebbe inflitta la stessa overdose di polveri tossiche e nocive «tollerata ma non auspicate» per una megalopoli di 7 milioni e mezzo di abitanti.
Inoltre, conto gli inceneritoli c’è l’ opposizione dei sindaci dei luoghi in cui sono previsti, che in quanto responsabili della salute dei cittadini, per legge, vanno ascoltati. «Per queste ragioni - dice Genchi - abbiamo ritenuto che i quattro inceneritori sono’ incompatibili con il territorio e con le popolazioni)).
Verdetto già scritto
E’ il verdetto che il responsabile del «Servizio 3» ha scritto già un anno e mezzo fa, quando gli inceneritori cominciavano a muovere i primi passi. Un verdetto che però Gioacchino Genchi non ha fatto in tempo ad emettere formalmente, perché proprio nel momento in cui stava per farlo, Totò Cuffaro, annusata l’aria al secondo piano di via Ugo La Malfa 169, bloccò in extremis la sentenza. In che modo? Esattamente come è stato per la seconda volta fatto 18 gennaio scorso: rimuovendo Genchi dalla direzione del Servizio.
Ma nel settembre 2005 il governatore siciliano fece male i calcoli. Pensava che una volta eliminato Genchi dal Servizio 3, il problema per gli «intoccabili 4» sarebbe stato definitivamente risolto. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, evidentemente.
Tant’è che ancora oggi la questione inceneritori è rutt’altro che chiusa. Sono cosi tante le irregolarità riscontrate nelle procedure che hanno consentito l’avvio dei cantieri, che nessuno sa come andrà esattamente a finire. C’è l’inchiesta della magistratura di Palermo sui bandì di gara (gran parte degli appalti se li sono aggiudicati varie società capitanate del gruppo Falk) pubblicati soltanto in Italia e non in tutta Europa come invece stabilisce la normativa; c’è poi la procedura d’infrazione della corte europea di giustizia per violazione della direttiva Ue sulla raccolta differenziata dei rifiuti, relegata dal piano Cuffaro ad optional anche rispetto al decreto Ronchi del ‘92; e c’è, soprattutto, l’indagine amministrativa del ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio che ha riscontrato, otto mesi fa, «gravi illeciti» sulle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera concesse alle ditte appaltatrici dal suo predecessore Altero Matteoli Fu infatti l’ex ministro di An ad acquisire i poteri sostitutivi sulle stesse concessioni una volta azzerata l’autorità siciliana (Genchi) istituzionalmente preposta a farlo;
Era il mese di giugno del 2006, quando Matteoli e gli altri due ministri Francesco Storace (salute) e Pietro Lunardi (attività produttive), proprio nell’ultimo giorno di permanenza del Governo Berlusconi a Palazzo Chigi diedero il via libera agli inceneritori.
Ma i nulla osta, come peraltro fecero notare tecnici dello stesso ministero a Matteoli, non potevano essere concessi perché erano abbondantemente scaduti ì termini di legge, Erano cioè passati più di 900 giorni dal momento in cui le ditte ne avevano fatto richiesta
La normativa prevede che tali risposte devono essere invece date «entro 90 giorni».
Le autorizzazioni sulle emissioni di gas serra sono dunque ^(illegittime» e in quanto tali andrebbero annullate.
Dopo l’indagine Pecoraro Scanio annuncia effettivamente di volerle revocare, ma la revoca non è mai avvenuta, perché il ministro verde non è riuscito ad avere il benestare degli altri due ministri Livia Turco (sanità) e Pieluigi Bersani (sviluppo economico). È arrivata invece la «sospensione per 60 giorni; dei cantieri intanto avviati. Il decreto interministeriale è di questi giorni ed è la sostanziale ratifica delle conclusioni della conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 22 novembre scorso con la partecipazione dello stesso Cuffaro.
Ed è proprio
tà concreta che la decisione ultima sulle autorizzazioni per le emissioni tomi di nuovo a Palermo, e precisamente al Servizio antinquinamento di via La Malfa, ossia nello stesso luogo da cui era stata madestramente sottratta nel settembre 2005 con la prima rimozione di Genchi Totò Cuffaro toma così a tremare.
È preoccupatissimo. Toglie perfino il saluto all’allora direttore generale del dipartimento ambiente e territorio Giovanni Lo Bue, colpevole, a suo dire, di non aver fatto un «buon lavoro sospendendo l’anno prima Genchi per soli cinque mesi. Al funzionario scomodo è stata infatti restituita la direzione del Servizio 3, dove da questo momento in poi - siamo alla fine del 2006 - si potrebbero appunto ridiscutere le sorti degli inceneritori. È a questo punto che entra in campo Tolomeo il manesco. Dopo anni passati a capo di una struttura regionale di ultimo ordine, è stato appena nominato al vertice di un dipartimento importantissimo. È l’uomo giusto al posto giusto per .scatenare la seconda guerra preventiva temuto responsabile del «Servizio 3». È una guerra lampo che Tolomeo mette in pratica, come si diceva l’8 gennaio, quando Gioacchino Genchi, con i metodi fascistoidi che abbiamo visto, viene nuovamente rimosso dall’incarico.
Al suo posto ora c’ è un geologo, Salvatore Anzà, che a quanto si vocifera in assessorato non avrebbe alcuna preparazione sui nuovi compiti che lo aspettano. Ma è un aspetto del tutto secondario. La cosa più importante è che sia “persona assolutamente affidabile” per gli obiettivi di sua maestà Totò Cuffaro
MANIFESTO 18 FEBBRAIO 2007
Labels: COMITATI CITTADINI SICILIANI NO INCENERITORI
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20 apr 2007 - 23:42 - #15ops. no