Un inferno voluto

Il Niger non è solo il paese martoriato dalla povertà, l’inferno in cui ricchi speculatori agricoli vendono il vendibile ai paesi vicini lasciando le fasce più deboli nel vuoto della carestia; il Niger non è solo l’ipocrisia di un governo che ha tentato di negare, finché ha potuto, una carestia che andava assumendo connotati spaventosi; il Niger non è solo la discriminazione che non risparmia la distrubuzione dei sacchi di miglio, per la quale un villaggio riceve tanti sacchi quanti sono i voti che ha ricevuto il governo; il Niger non è solo la tragedia evitabile, così come è stato in Mali (ugualmente colpito da siccità ed invasione di cavallette) grazie al tempestivo intervento governativo.


Il Niger è anche un paese che sa offrire ai propri visitatori un’esperienza unica e millenaria: basti l’esempio della mitica e mistica fortezza di Djado, alla cui vista si ha il sapore delle antiche esplorazioni del passato.


Il Niger va salvato. Punto.

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