Gli USA presentano il conto per un viaggio a Cuba di 14 anni fa

sigaro cubanoIn Italia non sarebbe mai potuto accadere, soprattutto quando i termini di prescrizione più corti, hanno messo il timbro dell'ufficialità, alla mentalità tutta italiana, del "ma chi te lo fa' fa?", "ma lassa sta'", "ma perché lo stai a fa'". E infatti è accaduto negli USA, dove le cose le prendono molto più sul serio, e su questioni come non pagare le tasse, o violare l'embargo verso Cuba, non si scherza mai, neppure dopo 14 anni.

E lo sa bene Zachary, che 14 anni fa, viveva e insegnava inglese in Messico. Quell'anno, era il 1998 (Mr President era Bill Clinton, un aero militare americano provoca la tragedia del Cermis, Pantani vince Giro e Tour, l'Italia entra ufficialmente nella lista dei paesi che adotteranno l'Euro), e Zachary, 23 anni, decide di visitare Cuba, senza richiedere i permessi di viaggio, previsti dalla normativa statunitense sull'embargo.

Parte dal Messico, visita Cuba, visita le Bahamas, e torna a casa, dimenticando però in valigia, una scatola di sigari cubani, che fanno insospettire gli addetti alla dogana. Due anni dopo Zachary riceve dal dipartimento di Stato, la richiesta di dimostrare tutte le proprie spese di viaggio sostenute a Cuba.

E così, di ricorso in ricorso, passano gli anni, e dalla multa iniziale di 1.000 dollari, ad un'altra, più recente, di 9.000 dollari, alla fine Zachary decide di accordasi con il dipartimento del governo, per pagare una multa di 6.500 dollari. E ora mi chiedo; un'esagerazione, per un viaggio, fatto 14 anni fa da un ragazzo di 23 anni, o un esempio di come dovrebbero funzionare le cose anche da noi?

Via Reuters.
Foto | M. Khatib

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