Spuntano come funghi i progetti di turismo sottomarino e la stampa in tutto il mondo si scatena. In quattro e quattr’otto, ecco cosa sta succedendo:
- Hilton alle Maldive ha aperto il primo ristorante subacqueo: si sceglie il pesce che nuota alla finestra, un cameriere esce con la fiocina e lo porta al cuoco per la grigliata. Semplice, pulito, naturale.
- A Dubai invece sta nascendo Hydropolis, con 220 suite sottomarine e un tunnel pressurizzato per i collegamenti.
- Alle Bahamas il progetto Poseidon è piu’ modesto, 50 milioni di dollari invece di 500, ma le stanze si difendono con un prezzo di circa duemila dollari a notte: la barriera corallina davanti al letto è illuminata anche di notte.
In tutto questo ben di Dio, confesso di trovare ancora attraente il fascino alla Zissou di Jules’ Undersea Lodge a Key Largo: il primo hotel subacqueo, 200 metri quadrati ricavati da un laboratorio di ricerca dove possono abitare, non so per quante ore, circa sei persone. Niente tunnel e navette spaziali: qui in camera si entra solo con le pinne e la notte trascorsa in hotel si calcolare come tempo di immersione a tutti gli effetti.