Bears Ears, Trump revoca il parco naturale monumentale dei nativi d'America

Lo Utah perde uno dei parchi naturali monumentali più belli degli Stati Uniti. A decretarne la fine, una firma del presidente Donald Trump, che nei giorni scorsi ha revocato i limiti e le restrizioni imposte su due siti naturali, tra i  più noti della zona dello Utah: Bears Ears e Grand-Staircase Escalante.

Il presidente – che ha già firmato il provvedimento – si è messo contro, con una sola firma, i nativi americani che considerano quei luoghi sacri e monumentali. Addio al Bears Ears National Monument, voluto nel 2016 dall’ex pesidente Obama, una distesa di terra vasta quasi 3.400 chilometri quadrati, cara ai nativi americani e comprendente decine di migliaia di siti archeologici. Un sito protetto ma allo stesso tempo turistico che con la firma di Trump finirà sotto le grinfie di numerosi sfruttatori, tra cui estrattori di petrolio.

Quello di Bears Ears è uno dei tanti parchi monumentali a rischio: sono 27, infatti, i territori che saranno revocati, affermando che la revoca porrà fine “ad un altro clamoroso abuso da parte del governo federale”.
Le tribù indigene, dal canto loro, non hanno intenzione di arrendersi, dichiarando che in questa zona ci sono almeno mille siti archeologici e le tombe di molti combattenti indiani che si erano nascosti tra queste rocce durante le battaglie con l’esercito federale, e che ricorreranno nei tribunali contro queste decisioni.

US President Donald Trump holds up a pen after signing the hat of Bruce Adams, Chairman of the San Juan County Commission, after signing a Presidential Proclamation shrinking Bears Ears and Grand Staircase-Escalante national monuments at the Utah State Capitol in Salt Lake City, Utah, December 4, 2017. / AFP PHOTO / SAUL LOEB (Photo credit should read SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

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