Val di Fiemme: l'antica arte del legno e le grappe d'autore

bepo artigiano, sculture legno

Si racconta che Antonio Stradivari in persona si aggirasse nella foresta di Paneveggio per trovare i migliori alberi con cui costruire i suoi violini. Gli abeti rossi della Val di Fiemme sono conosciuti in tutto il mondo per la straordinaria capacità di risonanza del loro legno con cui si producono le migliori casse e tavole armoniche per strumenti a corda e pianoforti. Il legno è un elemento fondamentale non solo per costruire i violini, ma per tutto il sistema ambientale e territoriale. Inoltre, è oggetto di antica tradizione trentina, ovvero l’arte dell’intaglio.

A Tesero, cuore della Val di Fiemme, famosa per i presepi tanto che qualche anno fa è stato chiamato ad allestirne uno in Vaticano, durante il blog trip di #vitanova12, abbiamo avuto il piacere di visitare l’atelier del maestro d’arte Bepo e di conoscerlo personalmente.

Il suo atelier è traboccante di statue sacre e profane, anche in grandezza naturale, quadri in bassorilievo, intagli su mobili, ritratti a carboncino, pitture ad olio, presepi e anche restauro di antiche statue in legno. Scandaglio ogni angolo alla ricerca di particolarità e curiosità, dal pavimento al soffitto passando per le pareti e tutte le superfici, e quando faccio la panoramica del laboratorio mi sembra di essere in un presepe vivente.

bepo artigiano, sculture legno

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Con la sua semplicità ci racconta la sua storia, da quando giovanissimo iniziò come apprendista in una bottega, ad oggi che insegna nelle scuole locali professionali tenendo corsi d’intaglio e partecipa a manifestazioni internazionali. Bepo mi racconta delle commissioni pervenute da varie chiese italiane e per le quali ha scolpito Sacre famiglie (Chiesa della Pentecoste a Riccione) e immagini del Cristo anche di 2 metri (Parrocchia di San Giuseppe a Carpi, provincia di Modena).

Il video che qui trovate, tra cori trentini di sottofondo che allietavano la serata e incursioni varie, non è ottimale, ma l’attimo andava colto e testimonianza tramandata: Bepo racconta il suo mestiere, perché sceglie il legno di tiglio per i suoi lavori e anche qualche trucco del mestiere.

Nella stessa serata, oltre a Bepo, abbiamo avuto l’occasione di conoscere anche un altro artigiano, Massimo Donei. Lui non intaglia il legno. Si cimenta sempre con elementi della natura, ma più dolci e morbidi: fiori e piante. Nati per amore della sua terra, il Trentino, al fine di conservare la sua storia, cultura e tradizione, li definisce “Infusi naturali delle Dolomiti” (L'Ònes): grappa alla resina di Pino mugo, alla resina di Pino cimbro (Cirmolo), al Cumino montano, alle Prugnole selvatiche, alla Genziana, al Ginepro e al rarissimo Caffè di Anterivo, una pianta che in realtà del caffè non ha né il nome né il chicco, ma i semi di una specie di lupino sono stati sempre utilizzati per ottenere una bevanda simile al caffè miscelata con orzo e frumento.

Foto | Antonella Di Cintio

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