Falò di San Giuseppe, dove si svolgono i fuochi di primavera

L’arrivo della Primavera indica l’inizio della bella stagione, una stagione legata ancora oggi a riti pagani che richiamano antiche tradizioni contadine. Come quella di bruciare, in occasione dell’inizio dell’equinozio di primavera, frasche di piante e alberi potati durante l’inverno affinché germoglino rigogliosamente.

Molte di queste feste si svolgono, in Italia e anche in altre parti del mondo, il 19 marzo,  San Giuseppe, Festa del Papà: il falò è simbolo di buon auspicio, attraverso il quale si passa dalla stagione invernale a qella meno rigida primaverile. Un rito di purificazione e di consacrazione eseguito ancora oggi nei piccoli paesi; molte volte non si bruciano solo i rami secchi, ma fantocci che raffigurano la rigida stagione invernale.

Ecco alcuni appuntamenti dove assistere ai fuochi: a Bobbio, in Emilia Romagna, la festa ha origini celtiche e rappresenta il passaggio dalle tenebre alla luce; a Mormanno, in provincia di Cosenza, sono immemorabili le origini di questa tradizione che vuole che in tutti i quartieri siano accesi grossi falò in onore a San Giuseppe, seguiti da musiche e balli tradizionali.

A Itri, in provincia di Latina, ancora oggi nel giorno di San Giuseppe, all'imbrunire, in tutto il paese si accendono decine e decine di falò nei pressi dei quali si organizzano feste con degustazione di prodotti tipici, tra cui le zeppole di San Giuseppe, fritte direttamente accanto ai fuochi.

Anche a Matera i fuochi di primavera vengono accesi per salutare la primavera, mentre nella Val di Trebbia, si svolge il rogo della "vecchia", un fantoccio che simboleggia l'inverno. La tradizione dei fuochi è presente ancora anche nel borgo lucano di Viggianello, con il rito dei "fucalazzi", enormi falò dove bruciare, assieme alla legna, tutto il negativo dell'inverno. E ancora: a Serracapriola giovani ed adulti raccolgono i "ceppi"dai campi, cioè i rami degli olivi secolari appena potati e ne fanno pire da accendere la sera del 19, mentre in altre parti si bruciano rami di pino, leccio o ginestra.

E fuori dall’Italia? Ci sono le Beltane o Beltaine, antica festa pagana gaelica che si celebra attorno al 1º maggio. Beltane è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda. È il giorno situato a metà fra l'equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio. In occasione delle Beltane si accendono falò per purificare i campi del bestiame e in segno di buon augurio. Una celebrazione di Beltane si tiene ogni anno la notte del 30 aprile a Calton Hill, presso Edimburgo (Scozia), a cui partecipano circa 15.000 persone.

In molte zone remote della Russia, ancora oggi la primavera viene acclamata con falò e con canti di donne, il  chorodov, che consiste in una specie di coro e ballo tondo insieme, per accogliere la bella stagione e ricevere quindi un buon raccolto.

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