Tour della Liguria con Nissan Juke: alla scoperta dei borghi più belli d'Italia tra fascino e mistero

Un tour della Liguria, dalla riviera di Ponente a quella di Levante, a bordo della nostra Nissan Juke alla scoperta di luoghi incantati.

La Liguria d'inverno può apparire inospitale ma, oltre le apparenze, regala paesaggi mozzafiato e atmosfere incantate quando non misteriose. Siamo partiti a bordo della nostra Nissan Juke per farvi scoprire alcuni dei borghi più caratteristici della riviera di Ponente e di quella di Levante. Si tratta di luoghi sorprendenti, dallo spiccato folklore e, in alcuni casi, inseriti dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. Valeva assolutamente la pena di farsi un giro e quindi, kilometro dopo kilometro, ci siamo lasciati ammaliare dall'aspra bellezza delle località che ora siamo qui a proporvi per una gita fuori porta se non per un vero e proprio soggiorno tra relax e avventura. Lasciatevi stupire.

Lerici, il castello infestato


0l5a6985-ok_tn.jpg

Lerici, in provincia di La Spezia, è un comune che conta poco più di diecimila abitanti, ricco di fascino e mistero. Storicamente risale all'epoca etrusca e da subito, data la sua favorevole posizione geografica, divenne un porto naturale, fondamentale per il commercio con l'estero. Non solo, in epoca medievale da qui si raggiungeva Sarzana, e quindi la via Francigena, una delle tre principali strade che i pellegrini intraprendono ancora oggi per raggiungere Santiago de Compostela. L'imponente castello a picco sul mare risale alla prima metà del quattordicesimo secolo e si dice che abbia ospitato perfino Dante Alighieri. Nata per ragioni di sicurezza, nessun nemico riuscì mai ad espugnarla nel corso della storia, la fortezza rimane ad oggi una grande attrazione per i turisti soprattutto per le leggende che la avvolgono: si dice infatti che le sue stanze siano infestate da un fantasma, un fantasma la cui identità sarebbe ormai nota. Dal dopoguerra ai primi anni Settanta infatti visse nella torre più alta del castello di Lerici Maddalena Di Carlo, donna di incredibile fascino e carisma, in grado di far innamorare chiunque la vedesse. Molti non poterono resisterle, tra cui anche esponenti di spicco della letteratura mondiale del calibro di Ernest Hemingway. All'interno delle mura del castello "Madì", così era soprannominata, aprì un vero e proprio Ostello in cui ospitava giovani e meno giovani provenienti da tutto il mondo per un po' di ristoro. La castellana era famosa, oltre che per una generosità fuori dal comune, per l'organizzazione di feste sfarzose a cui tutti erano invitati a prescindere dal proprio grado sociale. Nel museo del castello di Lerici è ancora possibile ammirare i regali che Madì ricevette da luoghi lontanissimi e l'incredibile quantità di cartoline che le sono state spedite nel corso del tempo. Curiosamente, come destinatario, bastava scrivere "Madì, Italia". Si dice che lo spirito di Maddalena Di Carlo si aggiri ancora per le sale della fortezza e c'è anche chi si proclama convinto di averla avvistata quando non addirittura fotografata. Di certo possiamo dire che la torre più alta del castello si stagli a settantacinque metri sopra il livello del mare, ma raggiungere la fortezza non è impresa facile: impossibile arrivarci in macchina, i coraggiosi esploratori del mistero dovranno farsi a piedi 168 gradini, tra discese e salite, prima di scorgere la biglietteria all'ingresso del castello. La fatica, comunque, vale la pena. Anche solo per il panorama che si può ammirare da lassù, una panoramica mozzafiato sul Golfo dei Poeti.

Portovenere, la grotta di Lord Byron


0l5a6886-ok_tn.jpg

A poco più di venti km da Lerici troviamo Portovenere, paesino di circa tremila abitanti, caratteristico e suggestivo. Nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO nella World Heritage List in quanto rappresentativo di una modalità totalmente virtuosa in cui gli uomini possono trasformare e modellare l’ambiente, pur non alterando la bellezza del paesaggio. Spicca su Portovenere la Chiesa di San Pietro, nata nell'antichità come tempio pagano e poi riconvertita al culto cristiano. Sul fianco destro dell'edificio sorge una loggetta romanica da cui si può ammirare un'incredibile vista della costa verso le Cinque Terre. Un altro punto di interesse di questa località è la grotta di Byron che offre ancora oggi un ambiente subacqueo interessante anche per i sub meno esperti. La cava deve il proprio nome al famoso poeta inglese Lord Byron che usava soggiornare spesso a Portovenere alla ricerca di ispirazione per i suoi scritti. Leggenda narra che l'artista, libertino e ribelle, un giorno decise di tuffarsi in acqua proprio da quella grotta per raggiungere a nuoto l'amico Shelley, anch'egli poeta di chiara fama, che si trovava nella vicina Lerici. Ventiquattro km di bracciate, in totale. Non sappiamo se oggi altri poeti maledetti vi si rechino per trovare la propria Musa, ciò che è certo è che la grotta presenti una profondità minima di cinque metri e una massima di 20 lungo il fianco. Le sue pareti sono ricche di piccoli crostacei, e anemoni multicolori. Il fondale è sabbioso, una vera e propria sfida alla ricerca di sogliole e seppie che si mimetizzano abilmente. Concludiamo il nostro tour di questo incantevole borgo con una piccola grande curiosità: "la palazzata a mare".  Si tratta di una catena di vecchie case colorate che, a prima vista, non si differenziano poi molto dalle tipiche case liguri, ma queste sono davvero speciali. Dietro di esse c’è una roccia a cui si dice siano fissate rimanendo così appese sopra il mare.

Sanremo, la città del Festival


0l5a7084-ok_tn.jpg

Sulla riviera di Levante, dalla parte opposta della Liguria rispetto ai due borghi sopracitati, troviamo, sotto la provincia di Imperia, Sanremo, la città dei fiori e della musica italiana. L'abbiamo visitata, naturalmente, durante la "Settimana Santa" del Festival e, non c'è che dire, la cittadina ligure in questo periodo dell'anno è a dir poco folkloristica. Per le strade si possono facilmente incontrare vip e freak da Alba Parietti e Andrea Delogu, fino a Solange e al sosia di Luciano Pavarotti. L'unico argomento sulla bocca di tutti è l'andamento della kermesse tra i più irriducibili agli insoddisfatti. I fan si assiepano all'ingresso o direttamente nelle hall degli alberghi più lussosi di Sanremo, primo fra tutti il Royal, dove soggiornano la maggior parte dei cantanti in gara. La folla si distribuisce poi, in attesa, davanti all'Hotel Globo, al De Paris e al Londra nella speranza di incontrare qualche artista disposto a concedere selfie e autografi. Quest'anno siamo riusciti a incontrare Ron, Marco Masini, Ermal Meta, Samuel, Fiorella Mannoia e moltissimi cantanti in gara nella categoria Giovani come Marianne Mirage, Francesco Guasti e Tommaso Pini. Il punto di ritrovo strategico per poter vedere da vicino gli artisti in gara è sicuramente il truck di Radio 2, situato nella piazzetta dietro all'Ariston, da cui passano tutti i personaggi più rilevanti della kermesse raccontando le proprie impressioni a caldo all'indomani della loro performance. Dai polemici Gigi D'Alessio e Al Bano, al soddisfatto Ermal Meta, abbiamo approfondito gli umori della kermesse direttamente dalla viva voce dei suoi protagonisti che, intervistati da Andrea Delogu e Luca Barbarossa non si sono certo risparmiati in commenti più o meno diplomatici. Se passate da Sanremo nel periodo del Festival non potete assolutamente perdervi questa meta, una vera e propria Mecca per chiunque voglia vivere la kermesse più dall'interno. Le vie della città dei fiori, poi, offrono interessanti spunti per lo shopping il che sicuramente non guasta. Sulle strade del Festival, poi, ci si imbatte ad ogni piè sospinto in cartonati degli artisti in gara, nell'aria si sentono solo ed esclusivamente brani dei Sanremo che furono e ad ogni angolo spuntano palchi con eventi musicali collaterali, oppure semplici artisti di strada, spesso davvero notevoli. La statua di Mike Bongiorno, voluta da Fabio Fazio, sta a metà strada tra il teatro Ariston e il Casinò della cittadina, vegliando sulle sorti della kermesse e presa d'assalto da fan a caccia di selfie facili. Ormai, un vero e proprio punto di ritrovo imprescindibile.


Triora, il borgo delle streghe


0l5a7346-ok_tn.jpg

Sempre sotto la provincia di Imperia, a 40 km dalla città di Sanremo, sorge un antico e leggendario borgo, Triora. Il paesino conta poco più di trecento abitanti e, dal 2007, è insignito dalla Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano. Triora si trova a 780 metri sopra al livello del mare e vanta, quindi, un clima prevalentamente montano. Il motivo per cui è balzata agli onori della cronaca, e soprattutto del turismo, risale a molti secoli fa, più precisamente alla seconda metà del 1500. Il Borgo si è meritato infatti l'appellativo di "Salem italiana" perché nel sedicesimo secolo proprio al suo interno si sono svolti ben tredici processi a presunte streghe. Dopo una serie di pestilenze e carestie, fu deciso di addossare la colpa di queste catastrofi naturali a un gruppo di donne accusate di praticare magia nera. I documenti dei processi ed i verbali di interrogatorio sono attualmente conservati presso l'Archivio di Stato di Genova. Un fatto, dunque, strettamente storico che ne provocò altri simili nelle zone limitrofe. Le sventurate tacciate di stregoneria vennero condannate al rogo dopo regolare processo ma non trovarono la morte tra le fiamme. Alla fine, si preferì dar loro il carcere a vita e proprio in quei sotterranei esalarono gli ultimi respiri uccise da fame e stenti. Il turismo di Triora si basa prevalentemente su questa vicenda, un misto di storia e leggenda, tanto che è praticamente impossibile aggirarsi per il borgo senza imbattersi in qualche riferimento alle streghe: dai negozietti che vendono gadget sul tema, a veri e propri fantocci con scopa e cappello sistemati fuori dalle abitazioni. Meta impescindibili di questa gita è sicuramente la Cabotina, la cosiddetta "casa delle streghe", in cui si possono leggere aneddoti interessanti sul loro conto. Oltre alle pozioni e agli intrugli preparati con code di rospo e affini, pare che la cosa peggiore che si potesse fare a una strega fosse farla innamorare: se un giovane sortiva su una di loro questo effetto, infatti, lei si trasformava in una zucca, trovava il modo di farsi portare a casa dallo sventurato e, una volta lì, gli faceva perdere il senno fino ad arrivare al suicidio. Vale una visita, inoltre, il Museo Etnografico e della Stregoneria, subito all'entrata del borgo, dove si possono ammirare i classici oggetti della vita quotidiana di una strega: dagli antichi pentoloni, ai libri di ricette per dar vita a misteriose pozioni malefiche. Apprezzabile anche la vista, lungo il sentiero che porta alla Cabotina, che dà sulle montagne circostanti regalando ai viandanti panorami mozzafiato e atmosfere alla Twin Peaks. Non aspettatevi, però, il wi fi. Questi luoghi nascono proprio per essere esplorati prendendosi una pausa dalla frenetica vita quotidiana. Godeteveli, c'è troppo da vedere oltre allo schermo del cellulare.


Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO