USA, le compagnie aeree rimborsano i passeggeri dopo il bando di Trump

NEW YORK, NY - JANUARY 28: Protestors rally during a demonstration against the Muslim immigration ban at John F. Kennedy International Airport on January 28, 2017 in New York City. President Trump signed the controversial executive order that halted refugees and residents from predominantly Muslim countries from entering the United States. (Photo by Stephanie Keith/Getty Images)

E’ caos nei principali scali internazionali degli Stati Uniti in seguito alla decisione del neo presidente Donald Trump di bloccare l’ingresso ai visitatori provenienti dagli Stati inseriti nel suo “Immigration Ban”.

Mentre le proteste non si placano, le compagnie aeree stanno facendo i conti con rimborsi e rinunce nei confronti di quei passeggeri provenienti dai 7 Paesi colpiti dal bando, ovvero: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.

Questi Paesi sono un segmento relativamente piccolo del traffico aeroportuale statunitense, ma secondo quanto riportato dal New York Times, le compagnie aeree stanno rispondendo rapidamente ai loro clienti con una serie di esenzioni e rimborsi, per evitare interruzioni significative nelle loro tratte.

La compagnia aerea Etihad Airways, con sede a Abu Dhabi, sta offrendo cambi di volo o rimborsi ai clienti interessati: “Un certo numero dei nostri passeggeri sono stati colpiti – dichiara al NYT il portavoce del vettore -  e stiamo cercando di fermare e identificare eventuali problemi prima di volare verso gli Stati Uniti”.

Stessa operazione da parte di British Airways e Emirates, che stanno modificando le prenotazioni e rimborsando i passeggeri a cui è stato vietato l’ingresso. Air Canada ha comunicato ai clienti che hanno acquistato un biglietto entro il 29 gennaio per viaggi da o attraverso gli Stati Uniti che potranno cambiare il loro volo gratuitamente, scegliendo una destinazione alternativa senza pagare una penale,  oppure chiedere un rimborso da applicare su un altro viaggio. Anche Delta Airlines sta offrendo cambi di prenotazioni e rimborsi e molte altre compagnie si stanno accodando.

Nei principali scali, invece, come JFK di New York e negli altri dove le proteste dei cittadini proseguono da giorni, viene chiesto ai passeggeri di anticipare il chek in di molte ore, per evitare problemi, mentre all'aeroporto internazionale di  Los Angeles sono stati creati settori alternativi per i passeggeri “non bannati”, per velocizzare gli ingressi e non restare intrappolati nelle proteste.

NEW YORK, NY - JANUARY 28: Protestors rally during a demonstration against the new immigration ban issued by President Donald Trump at John F. Kennedy International Airport on January 28, 2017 in New York City. President Trump signed the controversial executive order that halted refugees and residents from predominantly Muslim countries from entering the United States. (Photo by Stephanie Keith/Getty Images)

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