Amsterdam: cosa fare e cosa vedere appena arrivati in città

Mettiamo che siate appena arrivati ad Amsterdam, atterrando all'aeroporto Schipol, come il sottoscritto, e che vogliate sapere subito cosa fare e cosa vedere in città, quali siano i musei più gettonati (Il Van Gogh Museum, per esempio, o quello del Mare e della Navigazione), e via dicendo. Ma mettiamo anche che siate un po' allergici a tutto quello che si deve fare per forza – come il sottoscritto – e che, comunque, vogliate vivere al meglio le vostre giornate in città. Che fare? Tanto per cominciare, dall'aeroporto potete arrivare molto facilmente in Amsterdam Centraal con il treno che parte ogni 20 minuti circa. I biglietti si fanno nelle macchinette automatiche che trovate in aeroporto. Il biglietto costa 3,80 euro.

Se siete stati viaggiatori previdenti, e quindi vi siete organizzati preventivamente per soggiornare in un bed&breakfast – vivamente consigliato per tutta una serie di ragioni -, potreste anche essere così fortunati da avere un ospite che si offrirà di venirvi a prendere in macchina alla stazione. Con me è andata così, per esempio, con il Bed&Breakfast Riga. La soluzione che offrono queste sistemazioni è molto comoda perché spesso consente anche di cucinare autonomamente: la cosa non è affatto spiacevole, visto che Amsterdam non è particolarmente economica.

Una chiacchiera con i vostri ospiti - anche questo è il bello del bed&breakfast - vi farà capire subito come stanno le cose: qui si parlano le lingue. L'inglese è come una seconda lingua madre, e poi c'è chi si diletta anche con italiano, francese e spagnolo. Non avrete particolare difficoltà a farvi capire, insomma, fra chi si occupa di accoglienza e turismo: se mai vi verrà quel senso di inferiorità tutto italiano quando penserete a quante lingue potreste conoscere anche voi. Ma pazienza, rimedierete di sicuro qualche consiglio per mangiare bene e per divertirvi.


Per la prima serata, scelgo, personalmente - e lo consiglio a tutti, avendo qualche giorno a disposizione - di lasciar perdere le gite comandate e di inoltrarvi a piedi nella città. Gli attraversamenti pedonali funzionano bene, di macchine ce ne sono poche e al massimo dovete fare attenzione alle biciclette. Volendo, potreste noleggiarne una: molti bed & breakfast offrono il servizio, e qui la bicicletta regna sovrana.


Una passeggiata nel quartiere Jordaan può essere l'ideale per cominciare e vi farà venir voglia di avere una bella macchina fotografica reflex, mentre il sottoscritto si deve accontentare di un iPhone: ecco le tipiche costruzioni della capitale olandese, le piazzette, i monumenti celebrativi, le carrucole per issare le merci, le targhe in pietra che indicano quale tipo di attività si svolgeva nei fabbricati, e ancora, i canali e poi una soluzione di housing davvero interessante ed economica (almeno, così dicono), a patto di non temere l'umidità e l'assenza di privacy (problema che non sembra essere sentito dagli olandesi).

Amsterdam - Cosa vedere - House Boat

Mi riferisco, ovviamente, alle houseboat: un tempo abusive, ora sono state sanate e ci si vive regolarmente, con ampie fette della propria vita a disposizione dei passanti attraverso gli oblò; alcune imbarcazioni ancorate ospitano ancora qualche locale.

Vi accorgerete subito che il clima di Amsterdam non è come quello italiano: a giugno fa fresco ed è bene essere preparati. Io, per esempio, ho decisamente sbagliato abbigliamento e quindi devo cercare presto un riparo per scaldarmi un po'. Che mangiare? Facendo qualche passo si intravedono ristoranti italiani - non è una novità, sono ovunque - e svariati locali che sembrano interessanti, ma visto che siamo al risparmio e vogliamo spendere poco, non c'è niente di meglio che affidarsi a uno dei più classici esempi di globalizzazione dal basso: il kebabbaro. Per la cucina tipica olandese c'è tempo.

Fra un kebab e un falafel e si scopre che anche lui, il kebabbaro, parla italiano. E' egiziano, i suoi parenti vivono in Italia, a SanRemo, e lui conosce l'arabo, l'olandese, il francese, lo spagnolo e un po' della nostra lingua. Poca, dice. Il che non gli impedisce di fare i complimenti per il risultato di Italia-Inghilterra, di nominare Mario Balotelli e di augurarsi la vittoria dell'Italia contro la Germania in semifinale.

Amsterdam 2012 - De Telegraph - Mario Balotelli

Poco dopo, si siede ad un tavolino dove, al computer, si informa sui risultati delle elezioni in Egitto, quindi serve un cliente che entra fumando - diciamo che la direttiva europea sul fumo nei locali pubblici non è stata esattamente recepita ovunque - e gli vende delle sigarette. Al momento di pagare, si scoprirà che il conto non è proprio economicissimo (un piatto kebab con patatine e un piatto falafel più due bevande a 17 euro), ma meglio di un ristorante senz'altro.


A questo punto mi viene voglia di un po' di vita tipicamente olandese: per i coffee shop e per scoprire se sia vero quel che si dice - ovvero che i turisti non vi possono più accedere - aspetterò di essermi ambientato. Voglio vedere uno dei cosiddetti "caffé scuri". E così, si finisce, sempre camminando per lo Jordaan, al De Twee Zwaantjes che, il lunedì sera, è pieno di olandesi. Turisti non se ne vedono. Internamente si fuma senza problemi e si subisce una full immersion nella musica pop locale. In playlist si susseguono Veldhuis Evemper, Ruth Jacott (una specie di Ivana Spagna olandese), Corry Konings, che invece ricorda Orietta Berti, e ancora Guus Meeuwis, Rein Mercha, Wolter Kroes, i Rachid, Rob de Nijs, Johnny Jordaan e infine lui, la star, Marco Borsato.

Amsterdam 2012 - Marco Borsato

Siccome ne ho sentito parlare almeno due volte da quando sono arrivato, in meno di 24 ore, e ho anche letto il suo nome su un giornale locale, decido di dare un'occhiata a Wikipedia (con l'iphone trovo facilmente una wi-fi non protetta, quella del vicino Museo dei Tulipani) e scopro la meraviglia: Marco Borsato è un italo-olandese che ha avuto successo in Olanda rifacendo in lingua locale hit di musica leggera italiana. Di che genere? Per esempio, uno dei suoi successi storici è Dromen zijn bedrog (I sogni sono inganni), cover di Storie di tutti i giorni di Riccardo Fogli. E poi, cover di Giorgia, di Masini, di Zucchero, di Riccardo Cocciante (che ha anche duettato con lui nell'album Onderweg, dove è contenuto il rifacimento di Margherita), e anche di Pierdavide Carone.

Per capirci, Borsato ha inaugurato la stagione dello Ziggo Dome, dove stasera (26 giugno, ormai mentre scrivevo è cambiata la data) e domani, 27 giugno, si esibiranno i Pearl Jam in concerto.


Trovo tutto talmente umano da essere quasi meraviglioso. Ma I due cigni - questa la traduzione del nome del locale - non ha finito di stupirmi. La titolare del locale che poco prima mi ha servito una birra con due dita di schiuma (un must, ad Amsterdam, e la cosa non mi dispiace) si raccoglie i capelli, mette un disco di salsa e, in un angolo del locale, inizia a dare lezioni di ballo a 8 avventrici che prima canticchiavano la musica pop-leggera olandese e ora si dimenano guidate dalla loro insegnante. Senza esibizionismo, senza niente da dimostrare, per il gusto di stare insieme. E' il finale ideale per la serata. Tornando verso casa, passo di fronte ad un coffee shop: l'odore inconfondibile che ne emerge non lascia dubbi a proposito del fatto che siano ancora aperti.

Foto | Alberto Puliafito

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