Il culto dei Morti al Cimitero delle Fontanelle di Napoli

Nel Giorno dei Morti, una visita al cimitero delle Fontanelle, a Napoli, è un viaggio nel passato e nel profondo credo popolare dei napoletani verso il culto dei morti.

Il Cimitero delle Fontanelle è un antico cimitero che si trova nell'omonima via, sita nel cuore del rione Sanità; fino al 1950 qui si veniva in massa per il culto delle “anime pezzentelle” e per venire a pregare presso l’Ossario, dove i napoletani “adottavano” un teschio e lo curavano in modo particolare, non prima di avergli chiesto “la grazia”, ovvero la realizzazione di un desiderio, un miracolo. Nel 1950 però l'Ossario delle Fontanelle fu chiuso dal Cardinale Ursi nel 1950 perchè considerato un luogo di culto feticistico, ma ancora oggi, seppur segretamente, alcune donne vengono in visita a portare fiori e curare l’Ossario.

Oggi l'Ossario si presenta al visitatore come un luogo ricco di fascino e mistero, le ossa sono riposte in modo preciso e metodico e i circa otto milioni di morti, secondo una credenza popolare che vuole questa stima sia stata fatta da un monaco prima della chiusura del cimitero, sono rappresentati dai teschi riposti ovunque ed illuminati da fasci di luce che penetrano dal soffitto, caratteristica che rende unica la cavità  delle Fontanelle.

Nel cimitero delle Fontanelle si trovano circa 40 mila resti di persone, principalmente vittime della grande peste del 1656 e del colera del 1836. Tra le “capuzzelle” (ovvero i teschi) più venerate c’è donna Concetta, più nota come “’a capa che suda”: la particolarità di questo teschio è la sua lucidatura, al punto da sembrare proprio che sudi. Molte persone vengono segretamente in visita da donna Concetta a chiedere la grazia; si dice che per verificare se verrà esaudita, basta toccarla e verificare se la propria mano si bagna.

Credits | Instagram

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