Alla scoperta di Haifa, Nazareth e la Vecchia Acri

Siamo stati ad Haifa, Nazareth e la Vecchia Acri con Fiat Pandazzurri in occasione della partita Israele - Italia

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Siamo Haifa, sede dell'incontro Israele-Italia (1-3), in compagnia di Fiat Pandazzurri, sponsor della Nazionale. Una città da tutti definita "industriale", con quasi 270.000 abitanti, e che nasconde i propri tesori dietro ad uno dei porti più importanti di Israele ed una università tecnologica tra le più avanzate. Qui la storia e la religione vanno di pari passo, e quando la nostra guida ci indica un punto lontano, Megiddo, ci racconta di come la parola Armaggeddon, ovvero la fine del mondo, derivi appunto da "Har Məgiddô" ossia "Monte di Megiddo.

E' una bella giornata di sole e non accadrà nulla di tragico. Anzi, a Nazareth scopriamo una tranquilla cittadina immersa nella propria quotidianità. C'è chi corre, chi va a far la spesa e chi si concede una pausa al bar, non c'è traccia di tensione ne tantomeno polizia o esercito a far la guardia. Gli abitanti, di qualsiasi religione siano, sembrano vivere del tutto tranquillamente.

A Nazareth la tappa principe è la Basilica dell'Annunciazione, costruita da Giovanni Muzio nel 1969. E' costituito da una basilica inferiore ed una superiore che hanno un'unica facciata ad ovest. All'interno della basilica inferiore c'è la "grotta dell'Annunciazione", che viene indicata come la casa di Maria. Sia all'interno sia all'esterno tutto è improntato all'internazionalità della pace, con molteplici raffigurazioni della Madonna e dell'Annunciazione in chiave locale a seconda delle nazioni che hanno donato l'opera d'arte. La Madonna giapponese ha gli occhi a mandorla, quella americana ha un aspetto più "tecnologico".

Poco distante, la Chiesa di San Giuseppe, anche questa di diversi livelli. Nel livello inferiore, una serie di grotte e silos visibili nella cripta ed una vasca con pavimento mosaicato, ritenuta un antico battistero.

Il nostro tour ci porta alla Vecchia Acri, città dai mille nomi e dai tanti conquistatori, in italiano nota anche come San Giovanni d'Acri o Tolemaide. Le mura visibili oggi sono state edificate nel 1800-1814 da Jazzār Pascià, con controbatteria che comprende un compatto muro difensivo, un fossato asciutto, varchi per i cannoni e tre Burj. E addentrandoci nelle vie arriviamo al cuore di Acri, ovvero la cittadella. Si tratta di una fortificazione costruita dall'Ordine degli Ospitalieri, usata poi come base dagli ottomani per il suo ampliamento.

I lavori di restauro iniziati attorno agli anni '60 ci hanno restituito un dedalo di passaggi, le sale e la cripta costruite in stile romanico dai crociati europei e che si susseguono in un labirinto piacevolmente complesso. Un luogo che impressiona per l'imponenza delle dimensioni e per il fatto che non tutto è tornato alla luce. All'esterno il piccolo mercato ci fa scoprire il "succo di melograno" ed il porto turistico ci dice che Haifa è proprio dall'altra parte della baia.

Ed è proprio ad Haifa dove torniamo, passando per la "colonia tedesca". Si tratta di case costruite sulla fine dell'800 da un gruppo protestante tedesco che si faceva chiamare "templari". La loro storia durò fino alla seconda guerra mondiale quando la comunità, che aveva simpatie filonaziste, fu completamente disciolta. Oggi queste palazzine affiancano uno dei viali più belli di Haifa, con locali e negozi. In cima al viale domina il parco con il mausoleo del Báb,fondatore del babismo e precursore di Bahá'u'lláh creatore della religione Bahai, una religione monoteistica nata in Iran.

Ennesima conferma di come la storia e la vita di questo Paese sia strettamente legata alle religioni che l'hanno attraversata.

In collaborazione con Fiat

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