L'arca di Noe nel parco dell'Appia Antica a Roma

Un regno di animali esotici dentro Roma: tutti arrivati in Italia illegalmente prima di essere confiscati.


Un'arca di Noe

nel parco dell'Appia Antica a Roma. Ci sono pitoni, lemuri, una tartaruga gigante, un'aquila e persino un caimano. Sono gli abitanti di una clinica veterinaria speciale, il Centro recupero fauna selvatica. Molti di questi sono stati presi nell'abitazione di un trafficante di droga romano.

Il traffico di animali esotici è un grande business per la criminalità organizzata. Solamente i corni di rinoceronte valgono 90 mila euro al chilo al mercato nero. Il giro d'affari mondiale del commercio illegale di flora e fauna vale 30 miliardi di dollari l'anno. Raffaele Manicone, capo della sezione italiana del Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione: "I grandi gruppi criminali africani affiliati allo Stato Islamico, a Boko Harab o agli shebab, hanno come fonte primaria di finanziamento questo genere di traffici".

In Italia ogni anno vengono scoperti negli aeroporti o nei porti mille animali morti e 400 ancora in vita. Umberto Cara ne ospita quanti ne può nei sei ettari della clinica, ma la coabitazione non è sempre facile. La reintroduzione di questi animali nel loro habitat è possibile ma è molto difficile. Prevede dei progetti tra lo Stato italiano e altri Stati. E' possibile ma difficile.

Presso il Centro, anche con il supporto del Servizio Guardiaparco, è stato immaginato un percorso di educazione ambientale che mira a sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche della biodiversità. L'ingresso è previsto solo ed esclusivamente nell'ambito delle attività didattiche (info: educazione@parcoappiaantica.it).

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Foto Sito ufficiale del Parco dell'Appia Antica.

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