Travel on the Road, itinerari in moto: il Lazio, da Bracciano a Civita di Bagnoregio, con BMW S1000XR

Un tour in sella alla BMW S1000XR per scoprire l'alto Lazio, tra Bracciano e Civita di Bagnoregio, passando per i laghi di Vico, Bolsena e per Orvieto

Curve, paesaggi da scoprire, laghi e tanta cultura. Il travel di oggi vi porta nell’Alto Lazio andando anche a sconfinare quel poco che basta in Umbria.
In sella alla BMW S1000 XR, fedele compagna di viaggio, attraversando riserve naturali, paesaggi incantati e caratteristici borghi medioevali. Un viaggio di 48 ore in diverse tappe. Partiamo.

Lazio, itinerari in moto: da Roma a Bracciano


Lasciata Roma la prima tappa è Bracciano, un paesino che si affaccia sull’omonimo lago. Sulle origini di questo paese non si hanno notizie cosi certe. E’ probabile però che i primi insediamenti risalgano al decimo secolo. Dopo però le incursioni dei saraceni nel territorio, gli abitanti di quelle zone iniziarono a costruire fortificazioni e castelli, tanto che molti contadini, per paura, si stabilirono all’interno di queste aree fortificate, chiamate castrum. Da qui il nome “Castrum Brachiani”, Bracciano.

Per un borgo del genere, la fama non poteva che mostrarsi con il suo maestoso Castello che si erge dal centro del borgo e domina il paesaggio circostante. E’ una roccaforte del XV secolo edificato dalla famiglia Orsini, nel luogo dove in passato vi erano i resti di una rocca medievale. Un borgo intriso di storia e una rocca che passò di mano diverse volte, e resistette a diversi attacchi.

Lo sviluppo del borgo arrivò nel 1419, quando proprio papa Martino V cedette il vicariato del feudo al ramo di Tagliacozzo della sopracitata famiglia Orsini. Fu da quel momento che il borgo si sviluppò trasformandosi in una cittadina vera e propria, con quel castello che ospitò, oltretutto, anche papa Sisto IV, in piena fuga dalla peste di Roma nel 1481, mentre nel 1494, il Castello offì ospitalità anche al re di Francia Carlo VIII, mentre - con le sue truppe al seguito - era in marcia verso Napoli. Per quel motivo, Papa Alessandro VI Borgia scomunicò e mosse guerra proprio agli Orsini che, di tutta risposta, edificarono un nuovo bastione al margine est delle mura, oggi divenuto uno spettacolare e scenico belvedere sul lago e sui monti circostanti. Gli Orsini riuscirono a gestire il castello fino al 1696 quando fu ceduto alla famiglia Odescalchi, attuale proprietaria.

Oggi il castello è divenuto un vero e proprio museo, dotato di un fascino intatto nel tempo di siffatta bellezza. Entrando e passeggiando, si possono ritrovare ancora affreschi e mobili d’epoca, ma è proprio l’aria e l’atmosfera che si respira, tali da permettere quasi di saggiare la vita dell’epoca. Chiaramente il Castello di Bracciano è passato alla storia per il ben più mondano (e meno “romanticamente storico”) matrimonio di Tom Cruise, a sottolineare comunque l’unicità di un monumento storico e intriso di cultura a due passi da Roma.

Lazio, itinerari in moto: da Bracciano a Vico e Bolsena



Dal lago di Bracciano, a un altro lago sempre vulcanico e sempre riserva naturale. Più piccolo, ma non per questo meno affascinante il lago di Vico è una tappa obbligata nel nostro itinerario verso nord. Questo lago vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani con i suoi 507 metri sul livello del mare. Inoltre, per le sue caratteristiche naturali, il comprensorio è incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio, e tra i biotopi di rilevante interesse naturalistico in Italia. Abbracciato dai monti Cimini offre scenari mozzafiato e una strada perfetta per il mototurismo.

Ecco, proprio da qui, decidiamo di fare una piccola divagazione. Perchè viaggiare in moto è anche questo. Non è solo andare da un punto ad un altro, non è solo raggiungere una meta. E’ anche il viaggio stesso la destinazione. E cosa c’è di meglio di affrontare qualche curva in pieno amore per le due ruote?

Da Vico prendiamo fino a San Martino al Cimino, su per la SP80, la Monte Fogliano, per poi districarci e scendere lungo la SP10, costeggiare Vetralla, e poi risalire su, fino ad un nuovo lago, quello di Bolsena. La storia di questo borgo si perde nella notte dei tempi: già in epoca preistorica vi si trovava un villaggio di palafitte, i cui resti sono stati rinvenuti nelle acque del lago. Bolsena, sorge su un colle in posizione dominante e panoramica sul lago, anch’esso vulcanico.
E’ uno dei borghi più suggestivi, con un centro storico, per metà medievale e per metà rinascimentale, ricco d’arte e ben conservato. Viene chiamata “la città del miracolo eucaristico”, e presenta, oltre ad una veduta mozzafiato dal lago stesso, uno scenario dettato da casette scure e basse, tipiche di un pittoresco villaggio di pescatori.

A dominare la scena però, è sicuramente la massiccia Rocca Monaldeschi; il castello fu eretto dagli Orvietani tra il XIII e il XIV secolo. Sul breve camminamento delle torri si può godere un magnifico panorama sull’intero lago e sulle sue isole, simili a due gigantesche balene. Noi vi consigliamo di salire, sempre che non soffriate di vertigini. Una vista del genere però, merita momenti di contemplazione. Oggi la Rocca è sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena che custodisce reperti, etruschi, romani, con numerosi elementi che riconducono alla vita quotidiana di quelle ere storiche, dalla guerra, alla caccia, fino alle passioni più “lussuriose”. Di contro, al pian terreno, vi è anche un curioso ma interessante acquario.

Ci soffermiamo anche ad ammirare la Chiesa di Santa Cristina, redatta nell’XI secolo in pieno stile romanico, al cui interno sono conservate opere di Benedetto Buglioni, un polittico di Sano Di Pietro, oltre a presentare una cappella affrescata nel 1498 da Giovanni de Ferrarris da Mondovì.

Scendendo dalla rocca, una passeggiata tra le vie del borgo risulta obbligata, in quel misto tra antico e moderno, con piccoli locali che quasi ricordano le antiche corporazioni medievali. Un affresco di vita quotidiana.

Lazio, itinerari in moto: da Bolsena a Orvieto

Da Bolsena ci rinfiliamo il casco e andiamo ad affrontare tutta una serie di curve e tornanti molto interessanti e divertenti per circa 23 chilometri lungo la Provinciale 53 che ci congiunge fino ad Orvieto. Si tratta di una serie di passaggi dove potersi divertire con la BMW S1000XR, ma anche potersi godere quell’assolato panorama che cinge questa città i cui primissimi insediamenti si registrarono addirittura durante l’età del bronzo.

D’obbligo è una sosta al belvedere prima di giungere alfine alle mura che, come per un anfiteatro, offrono un ingresso trionfante in una città che riesce a mescolare perfettamente antico e moderno.
Orvieto lascia a bocca aperta non solo per la sua posizione geografica e topografica, ma anche per il suo panorama. Posto sopra la rupe di tufo che domina la faglia del fiume Paglia, Orvieto deve la sua enorme fama alle numerose opere e strutture che la impreziosiscono, a partire dalla Chiesa di San Giovenale, passando per la chiesa di Sant’Andea o l’Abbazia di San Severo e Martirio, un complesso monastico con strutture altomedievali e di epoca romanica.

Assolutamente da visitare anche il Pozzo di San Patrizio, costruito nel 1528, ma dotato di un fascino assolutamente particolare proprio per la sua natura e la sua conformazione. Costruito da Antonio da Sangallo tra il 1527 ed il 1537 per volere di papa Clemente VII, il pozzo serviva come tutela per un eventuale sacco, dopo quello famoso di Roma, come punto per fornire acqua in caso di calamità o assedi. Un vero capolavoro di ingegneria con due rampe elicoidali a senso unico.

Ma a lasciare letteralmente senza fiato è il Duomo. E’ un qualcosa che, arrivando con la moto, ti lascia letteralmente interdetto per bellezza e maestosità. La cattedrale di Santa Maria Assunta - questo il suo nome per esteso nacque per la precisa volontà di papa Niccolò IV. In pieno stile romanico, il progetto iniziale fu redatto da un artista anonimo - probabilmente Arnolfo di Cambio - ma ebbe diversi esecutori, tra cui Giovanni di Uguccione, che introdusse le prime forme gotiche. Tra i principali direttori dei lavori vi fu sicuramente Lorenzo Maitani, che lo ampliò fortemente, determinando la facciata che si erge al giorno d’oggi.

Lazio, itinerari in moto: da Orvieto a Civita di Bagnoregio



Il nostro viaggio però prosegue per altri 20 chilometri, anzi, per la precisione 21,5. Prendiamo la strada Provinciale SP6, passando per la SP12, un misto curve veloce da poter affrontare in maniera spensierata o divertendosi sulla propria S1000XR, fino ad arrivare in quello che è stato definito come uno dei 25 borghi più belli d’Italia da visitare, oltre ad essere patrimonio dell’Unesco.
Siamo al confine tra lazio e umbria nella valle del Tevere. Civita di Bagnoregio si adagia su un colle tufaceo, stretto fra i due profondi burroni del Rio Chiaro e del Rio Torbido.

Anche Civita di Bagnoregio ha origini antichissime. Dall’epoca villanoviana (IX-VIII secc. a. C.), agli etruschi, che la resero una fiorente città. Civita è collegata a Bagnoregio, da un sottilissimo e lunghissimo viadotto in cemento. Esso fu ricostruito due volte, dopo l’abbattimento del vecchio ponte in muratura, fatto saltare dai tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale.

La prima volta nel ’64 il lavoro non venne fatto in maniera accurata, tant’è che il cavalcavia appena edificato crollò poco prima della sua inaugurazione. Fu quindi ricostruito ancora, e stavolta senza sorprese, riallacciando così l’antico borgo alla “terraferma”. Storicamente, all’antico abitato di Civita si poteva accedere mediante cinque porte. Oggi invece, l’unico accesso al paese è dettato dalla porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra le zampe una testa umana: un ricordo di una rivolta popolare degli abitanti di Civita nei confronti della famiglia dei MOnaldeschi. L’interno del borgo poi, è un tuffo nel medioevo, con la chiesa di San Donato che si erge sulla piazza principale, al cui interno è custodito il Crocefisso ligneo.

Pubblicizzata ormai da decenni come la “città che muore”, in realtà Civita sta ritornando a vivere appare come un luogo “musealizzato”, un esempio, forse unico in Italia, di villaggio tardo-medievale rimasto immutato nel tempo

Lazio, itinerari in moto: percorsi alternativi


Travel in 24 ore

Il Percorso:
Dove Mangiare: Osteria del Borgo, Piazza Roma 8 - Bracciano
Dove Dormire: Hotel Villa Clementina SPA & Resort, Via Traversa Quarto del Lago, - Bracciano
Travel in 48 ore

Km Percorsi: 280 circa (con partenza da Roma)
Litri di carburante consumati: 20/25
Costo carburante: Circa 35 euro
Costo caselli: 0 euro
Dove mangiare: Trattoria da Picchietto, via porta fiorentina, Bolsena
Dove Dormire: La Badia di Orvieto, Localita La Badia 8 - Orvieto
Moto utilizzata: BMW S1000XR

Travel in 72 ore

Dove Mangiare: L'Arco del Gusto, Via Santa Maria Del Cassero - Civita di Bagnoregio

Moto utilizzata: BMW S1000XR

Testo : Flavio Atzori
Riprese Video : Gianluca Oliva, Massimo Canizzaro e Francesco Di Lembo
Foto : Gianluca Oliva
Montaggio video : Flavio Atzori

In collaborazione con BMW

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