La lince salva grazie al disastro di Chernobyl

A 30 anni di distanza a Chernobyl è tempo di fare i conti con il disastro nucleare: unica conseguenza positiva è il ripopolamento degli animali selvaggi.

A 30 anni dal peggior disastro nucleare della storia, Chernobyl, oltre a essere diventata meta del turismo internazionale, si è trasformata in una inusuale riserva di animali selvaggi. La zona attorno alla centrale è deserta da decenni, abbandonata dagli abitanti a ridosso dell'incidente, ancora così altamente radioattiva da impedire qualsiasi presenza umana. Così la natura si è ripresa i suoi spazi.

Denis Vichenvski, ingegnere a capo della zona di esclusione, racconta: "Più di 130mila persone sono state allontanate in un breve periodo di tempo, in un esodo di massa. Questo ha provocato un vuoto che la natura ha riempito. Gli animali non devono avere più a che fare con le pressioni legate alle attività umane".

Nel 1990 sono stati reintrodotti pochi esemplari di cavalli selvaggi, oggi sono un centinaio. E poi ancora orsi, lupi, linci, tutti tornati nella regione. "Vediamo in particolare il ritorno della lince - spiega Marina Chvyria, ricercatrice zoologa - Si tratta di un animale che è sulla lista delle specie in pericolo, quindi è una grande notizia. Si riproducono e il loro numero è in aumento".

L'unica conseguenza positiva di una tragedia che ha provocato migliaia di vittime.

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Foto Martin Mecnarowski.

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