Ma si può viaggiare con i tatuaggi in Giappone?

Paese che vai, usanza che trovi: in Giappone avere dei tatuaggi può essere un problema.


E' banale ricordarlo,ma ogni paese ha la propria cultura, fatta anche da regole sociali di comportamento, l'etichetta insomma, di cui è bene essere consapevoli quando si viaggia: per cui non è una domanda oziosa chiedersi se si possa viaggiare in Giappone avendo la passione per i tatuaggi.

E allora, si può viaggiare avendo tatuaggi sul proprio corpo in Giappone? Certo che si, anche se in alcuni luoghi pubblici, come bagni termali (Onsen) o le tradizionali locande dove si utilizzano i bagni in comune, potreste ricevere un cortese ma fermo, "Mi dispiace, ma lei qui non può entrare".

Il fatto è che in Giappone i tatuaggi sono associati alla Yakuza, la locale criminalità organizzata (la mafia giapponese insomma), e molti operatori turistici, per preservare la tranquillità dei propri ospiti (sacra nel paese del Sol Levante) vietano l'ingresso a quanti sono tatuati. Con grossi problemi con i turisti occidentali, sempre più frequenti da quelle parti.

E allora, si è dovuto muovere anche l'ufficio del turismo giapponese, chiedendo agli operatori maggiore tolleranza verso gli occidentali, ai quali di solito offerti cerotti per coprire gli "insopportabili" tatuaggi. O comunque, tante e cortesi scuse, quando gli sia comunque vietato l'ingresso negli Onsen, se non è possibile coprire i tatuaggi in questo modo.

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Foto Jorge.

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