L'Italia con i caschi blu dell'ONU per difendere il Patrimonio UNESCO

I caschi blu per il patrimonio mondiale minacciato dal terrorismo.

Una task force per proteggere il patrimonio culturale mondiale, soprattutto nelle aree di conflitto prese di mira dal terrorismo, per evitare che si ripeta quanto successo, ad esempio, a Palmira. A questo serviranno i "caschi blu" della cultura, la cui nascita è stata formalizzata a Roma, alle Terme di Diocleziano, con la firma di un memorandum d'intesa con l'Unesco.

Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: "Siamo il primo Paese che mette a disposizione dell'Unesco e della comunità internazionale una task force organizzata specificamente per la tutela del patrimonio culturale". "Il patrimonio viene colpito e distrutto, e ne viene filmata la distruzione, proprio perché rappresenta una cultura diversa, una identità e una religione diversa".

Il gruppo operativo potrà contare su 30 carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico e 30 archeologi, ricercatori e tecnici. La base operativa sarà Torino e in una prima fase saranno a totale carico dell'Italia, con l'auspicio che si possa giungere poi a una coalizione internazionale per uomini e mezzi. L'Unesco infatti deciderà i luoghi in cui i caschi blu, denominati Unite for heritage potranno intervenire, e il nostro governo fornirà personale specializzato e coprirà le spese. Potrebbero essere già, di fatto, operativi.

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Foto della forze Unifil in Libano.

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