Ryanair chiude due scali in Italia ma aumenta le rotte

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Petizioni online, preoccupazioni e  agitazioni da parte dei dipendenti e dei cittadini di Alghero, Crotone e altre città. Motivo? La decisione di Ryanair di chiudere una serie di scali in Italia. A causa degli aumenti delle tasse municipali aeroportuali di 2,5 euro- da 6,5 a 9 euro a passeggero, 10 a Roma – la compagnia aerea low cost più famosa al mondo ha deciso di spostare 16 rotte e di chiudere alcuni scali, come Alghero, Pescara e Crotone. Tremano anche gli aeroporti di Cagliari, dove potrebbero essere tagliate nuove tratte.

Una scelta – prevista all’interno del decreto salva Alitalia – porterà seri danni al turismo italiano, afferma il numero uno di Ryanair, David O’Brien, “particolarmente negli aeroporti regionali dove la Ryanair porta milioni di visitatori ogni anno, contribuendo all’economia locale per milioni di euro attraverso turisti che spendono molto, supportando migliaia di posti di lavoro”.

Contemporaneamente, però, se da una parte si chiude, dall’altra si apre, sempre in Italia. E’ nota infatti la decisione della compagnia irlandese di aprire per l’inverno 2016 nuove rotte: da Roma, ad esempio, partiranno voli per Lanzarote, Norimberga, Praga e Sofia, mentre sono in previsioni nuovi collegamenti - Alicante, East Midlands, Malaga e Trapani - e un potenziamento di alcune tratte (Atene, Bari, Berlino, Bruxelles, Budapest, Edimburgo e Manchester.

Nuove rotte anche per l’hub di Orio al Serio e Milano Malpensa: Amburgo, Bruxelles, Catania, Danzica, Gran Canaria, Norimberga, Praga, Sofia e Timisoara, e anche voli verso Bucarest, Lanzarote, Madrid, Malaga, Manchester, Vilnius e Varsavia. Il decreto, insomma, irrita Ryanair ma non la spaventa: d’altronde la compagnia low cost è al primo posto in Italia per passeggeri trasportati.

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