Chandigarh, la città ideale di Le Corbusier in India

Chandigarh oasi a se' in India: la città ideale di Le Corbusier


Il presidente francese Francois Hollande ha iniziato la sua visita in India dal Nord, dalla città di Chandigarh, disegnata più di 60 anni fa dall'architetto franco-svizzero Le Corbusier. Un'oasi di pace e rigore in un Paese in cui dominano solitamente caos e confusione.

Il progetto gli venne affidato nel '47 dal primo ministro indiano Nehru dopo l'indipendenza; Le Corbusier doveva costruire un simbolo di speranza, l'idea dell'India moderna, la città ideale. Il suo piano urbanistico comprendeva molte aree verdi tra le costruzioni, è stato lui a costruire la maggior parte degli edifici pubblici, come il palazzo dell'Assemblea.

La pianta assomiglia al corpo umano, con gli edifici governativi e amministrativi nella testa, le strutture produttive ed industriali nello stomaco, quelli residenziali alla periferia del tronco, come se fossero isole autonome. Un progetto che fu il risultato degli studi compiuti dall'architetto nei suoi viaggi per l'Europa, e che sognava una città a misura d'uomo. Famosissimo il suo monumento in centro, la grande mano tesa verso il cielo, l'Open Hand Monument, simbolo di pace.

Una città pensata all'epoca per mezzo milione di persone, oggi la popolazione indiana cresce in modo esponenziale e servirebbero nuovi spazi, ma chi vive qui, si trova ancora bene. "C'è molto verde, è pulita, la gente è tranquilla e più civile, rispetto al resto dell'India" dice questa ragazza.

Molti vengono a vivere qui - dice un altro ragazzo - è vero adesso è più affollata ma non ha perso il suo fascino".
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Foto Raakesh Blokhra.

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