In arrivo il nuovo piano anti-terrorismo nei cieli

Gli attentati avvenuti durante il 2015 stanno portando alla definizione di nuovi regolamenti di volo e nuovi piani anti-terrorismo all'interno degli aeroporti

RALEIGH, NC - NOVEMBER 29: A scenic view of aircraft flying overhead photographed on November 29, 2010 in Raleigh, North Carolina. (Photo by Bruce Bennett/Getty Images)

Gli ultimi attentati nel mondo, da Parigi come a Mali, dal jet russo a Sharm el Sheikh, da Bruxelles in California, stanno portando in tempi rapidi alla definizione di nuovi regolamenti di volo e nuovi piani anti-terrorismo all'interno degli aeroporti.

Cambiamenti che avvengono a partire innanzitutto dall'interno: lo dimostrano i numerosi addetti degli aeroporti europei attualmente sospesi dal servizio, mentre migliaia sono sotto il monitoraggio dei servizi segreti, così come i passeggeri - in particolare quelli che effettuano scali medio-piccoli negli aeroporti dell’Unione - mentre è in programma una richiesta di vietare ai cittadini dei 38 Paesi europei di andare negli Usa senza visto.

Un 2015 che ha fatto paura e che spinge gli "addetti ai lavori" a revisionare i piani sicurezza: i principali governi europei stanno rivedendo tutti i nulla osta sicurezza delle persone che entrano ed escono dalle aree sensibili degli scali controllandone la vita, anche quella social. Nessuno è escluso, anzi, i principali monitorati sono proprio i dipendenti e gli addetti delle società che si occupano della gestione dei bagagli, dei voli cargo, della pulizia degli aerei, di tutti quelli cioè che possono accedere alle zone più sensibili di una struttura.

Da gennaio 2015 - con gli attacchi a Charlie Hebdo, quindi - ad oggi, solo nello scalo parigino Charles de Gaulle è stata negata l'autorizzazione a lavorare a 57 persone, sospettate di avere simpatie - soprattutto suo social network - per Daesh. Stessa operazione di filtraggio è avvenuta in Belgio e in altri scali europei ed extraeuropei.

A Washington, ad esempio,  si pensa di rivedere il «Visa Waiver program», il piano che permette di volare negli Usa senza dover chiedere il visto e si intensificano i controlli al ceck-in e non solo, mentre si chiede agli Stati europei di fare un punto sui passaporti persi o rubati, affinchè nessuno possa arrivare negli States con un’altra identità.
Multe salate inoltre alle compagnie che non verificano attentamente l'identità dei passeggeri: chi non controlla rischia una sanzione fino a 50 mila euro. Infine dal 1° dicembre il Senato Usa ha dato l'ok per vietare l’ingresso a tutti quelli che sono stati di recente, anche se per volontariato, in Siria e Iraq.

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