Le abitudini dei viaggiatori italiani in vacanza

Un quadro delle abitudini vacanziere degli italiani

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Il viaggiatore italiano non sceglie più solo l'hotel, è parzialmente soddisfatto delle vacanze che si organizza ed è ancora titubante nel pagare tramite carta di credito, anche se prenota sempre di più in modalità online.

E' quanto emerso da una piccola ricerca condotta dall'Unione nazionale consumatori e Airbnb, sulle abitudini degli italiani e su come è cambiato il loro modo di viaggiare. I risultati sono alquanto positivi e restituiscono un Paese sempre più ben disposto nei confronti delle vacanze organizzate su Internet. Una ricerca che non ha valore statistico, hanno dichiarato i promotori, ma si pone l’obiettivo di “registrare il sentiment dei consumatori”: il campione di riferimento è infatti molto basso -  715 unità - i cui pareri sono stati raccolti attraverso il sito e i social network dell’Unc.

Dalle interviste è emerso che il  75 per cento degli italiani ha  già organizzato almeno un soggiorno online e di esserne soddisfatto, mentre il 9 per cento non ritiene l’esperienza positiva e il 16 per cento non l'ha mai fatto ma è disposto a faro a breve.
Per quanto riguarda la scelta delle strutture ricettive, l'hotel e l'albergo non sono più le uniche soluzioni di pernottamento: il 60 per cento degli italiani si muove infatti verso modelli alternativi come B&b, appartamenti, ostelli e agriturismi, strutture in cui è possibile essere più autonomi e risparmiare, magari potendosi cucinare il pranzo o la cena.

La scelta di rivolgersi ad un portale piuttosto che a un altro sono le seguenti: il 69 per cento lo sceglie per la sicurezza nei pagamenti, il 57 per cento si affida alle recensioni, il 58 per cento alla facilità dell'utilizzo mentre il 17 per cento per risparmiare. Il passaparola è ancora un criterio fondamentale nella ricerca di strutture e luoghi dove andare in vacanza, anche quello virtuale: il 77 per cento degli intervistati ha ammesso di fidarsi dei commenti che trova in Rete.
Resta tuttavia la preoccupazione di rimanere delusi da quanto prenotato "a scatola chiusa", nutrita dal  nutrita dal 78 per cento  del campione, mentre il  39 per cento non si fida di pagare online, preferendo alla carta di credito prepagate, Paypal, contanti o bonifici bancari.

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