Tunisia, il terrorismo fa crollare il turismo

gettyimages-478788770.jpg

Prima c'è stato l'attentato al Museo del Bardo, poi quello sulle spiagge di Sousse. Il terrorismo miete vittime, uccidendo non soltanto vite umane, ma anche il settore del turismo, colonna portante e risorsa importante per la rinascita non soltanto  economica della Tunisia.

Secondo stime locali, prima degli attentati il turismo tunisino valeva oltre il 7 per cento della ricchezza nazionale, corrispondente a circa un miliardo e mezzo di euro l'anno. Un settore sul quale la Tunisia ha puntato molto, con le strutture alberghiere e le altre infrastrutture necessarie per ospitare i visitatori. Senza considerare i lidi, i siti archeologici e le bellezze paesaggistiche che hanno fatto sì che la Tunisia diventasse, soprattutto dopo la Primavera Araba, una meta non soltanto estiva, ma per un turismo attivo e vivace tutto l'anno.

Con gli attentati terroristici, però, c'è stato un drastico crollo delle percentuali, con un calo dei visitatori e delle prenotazioni del 28 per cento nei primi sei mesi del 2015. Ad abbandonare sono stati soprattutto i turisti italiani, inglesi e francesi.
Il crollo del turismo comporta inequivocabilmente un'altra, drammatica situazione, ovvero l'aumento della disoccupazione: il settore garantiva 400 mila posti di lavoro, tutti qualificati, tutti giovani, tutti del posto, che adesso rischiano di perdere il lavoro e di dover emigrare.

D'altronde, è questo lo scopo dell’offensiva jihadista: distruggere il turismo, paralizzare l'economia nazionale e far precipitare il Paese, tra i più innovatori del Nord Africa, in un vortice di violenza come in Siria, Libia e Iraq.

gettyimages-478890250.jpg

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO