Le Falkland, le isole dei pinguini e degli albatros, verso il referendum



Il giorno prima, nella partita inaugrale, il Belgio aveva sconfitto i Campioni del Mondo dell'Argentina 1-0, il 14 giugno 2012, mentre l'Italia di Bearzot pareggiava 0-0 con la Polonia, Argentina e Gran Bretagna, firmavano la pace per quella che poi, è passata alla storia come Guerra delle Falkland, 900 morti tra le due parte, per un arcipelago ai confini del mondo abitato.

Ma la pace non ha portato alla concordia tra i due stati, che ancora si disputano le Falkland, o Malvinas, come le chiamano gi argentini. A questo punto il governo delle isole, un protettorato britannico, ha deciso di indire un referndum per il 2013, attraverso il quale gli abitanti delle Falkland, dovranno decidere del loro futuro. Sembra scontato l'esito a favore di quanti vogliono restare sudditi di Sua Maestà.




Le Falkland, oltre 700 isole a 500 chilometri al largo della Terra del Fuoco, abitate da poco più di 3.000 abitanti, in realtà appartiene ancora ai suoi primi abitanti, pinguini ed albatros, che qui trovano ancora il proprio habitat naturale, pressochè incontaminato (mine anticarro a parte).E così da popolo di pastori e pescatori, gli abitanti delle Falkland hanno scoperto il turismo, quello che gira per il mondo, alla ricera di scenari naturali ancora incontaminati.




Non certo quello di massa, perché arrivare sull'arcipelago non è poi così semplice, visto che l'unico operatore commerciale ad atterrare nell'aerporto militare di Mount Pleasant, è la cilena LanChile, con i suoi voli settimanali in partenza da Santiago, sop-over Punta Arenas. L'alternativa è sbarcare con una nave da crociera a Stanley, ovviamente durante l'estate sudamericana. A noi italiani non occorre il visto (solo passaporto), ma si deve essere in possesso di carta di credito, o di contante sufficiente per il periodo della permanenza.




Foto World of Good, Phil Gyford, man_with_noname, Donald Morrison, Skinnyde, Andrew Cheal Photography, Browser

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