Le Oasi del WWF Italia in campo per salvare le foreste

Il Wwf ieri ha aperto le porte delle sue Oasi. 80 dei 100 siti gestiti dall'associazione ambientalista sono state visitabili gratuitamente ieri, domenica 24 maggio, in occasione di una giornata di eventi per celebrare la chiusura della campagna 2015 a favore delle foreste.

Un modo per scoprire l'impegno dei volontari del Wwf nel difendere la biodiversità in Italia in un centinaio di Oasi che occupano una superficie di circa 35.000 ettari, di cui un terzo sono foreste. Quest'anno la Giornata Oasi è dedicata a un progetto specifico: salvare il Parco di Dzanga Sangha - nel Bacino del Congo - l'area più ricca di biodiversità dell'Africa e tra le prime 10 nel mondo esposte al rischio deforestazione.

In Italia non c'è solo il WWF tra le associazioni attive per la salvaguardia del nostro ambiente naturale, ma al WWF, tra le altre cose, si deve l'istituzione della prima oasi naturale, istituita nel 1967, in quel di Burano, nel comune di Capalbio.

Oggi ci sembra naturale e scontato che esistano e siano salvaguardare le oasi, aree del nostro paese di particolare valore naturalistico; ma allora, nel 1967, non era così. Si trattò di un primo passo, di una scommessa fatta sul futuro del nostro paese, una scommessa vinta, se consideriamo a come il tema ambiente è diventato noto ed importante per noi cittadini. Una scommessa da rinnovare e sostenere se pensiamo a quanto ancora rimane da fare.

Oggi le Oasi del WWF sono oltre 100, coprono più di 30 mila ettari di territorio, sono visitate da più di 500 mila persone, e impiegano più di 150 persone tra dipendenti e giovani delle cooperative. Sul sito del WWF trovate l'elenco e la mappa di tutte le oasi WWF d'Italia, presenti in tutte le regioni: uniche eccezioni Valle d'Aosta e Liguria. Un'ottima occasione per uscire fuori casa con la nostra famiglia.

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Foto Nitticora Albina.

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