Il borgo di Casertavecchia, monumento nazionale italiano

Cupola Basilica Arcangelo San Michele

Il Borgo di Casertavecchia (tuttoattaccato) , come tanti dei nostri paesi e città, ha una storia millenaria, che probabilmente risale all'epoca romana tardo imperiale, sicuramente a quella normanna, e tradizionalmente al regno delle fate, che avrebbero aiutato a trasportare fin sopra il colle, le pesanti colonne romane, utilizzate per erigere il Duomo di San Michele Arcangelo.

Casertavecchia visse il suo momento di massimo splendore sotto i Normanni e gli Svevi (più o meno tra il 1000 e il 1460), quando le genti vivevano lontano dalle coste, battute dai pirati saraceni, e Amalfi, faceva arrivare in Campania, ed anche a Casertavecchia, gli echi della splendida stagione del romanico siciliano. Un castello, di cui rimane la torre e le mura sbrecciate, il Duomo, il campanile, vie e vicoli ben tenuti, è tutto quanto rimane dell'antico borgo, sede vescovile, finché Carlo di Borbone, non decise di costruire la Reggia, in pianura, sotto il paese; da allora la popolazione scese giù, per vivere e lavorare, e Casertavecchia diventò un piccolo borgo antico, giunto (quanto miracolosamente?) fino a noi.

Fossimo in Toscana, in Umbria o nelle Marche, il borgo sarebbe conosciuto in tutta Italia, ma forse i casertani si vogliono tenere questo gioiellino tutto per loro, per quando le afose serate in pianura, li spingono a cercare un po' di fresco tra queste vie e mura, oggi piene di ristorantini e locali per turisti. Io ci sono capitata per caso, turista inconsapevole (ed ignorante) , dopo aver preso un'arrabbiatura colossale, quando alle 9 di domenica mattina, ho trovato i cancelli della Reggia di Caserta chiusi, e un piccolo bigliettino che ne dava il triste annuncio.



"Domenica 10 giugno assemblea del personale area vigilanza. o.d.g. -turnazione, -conto terzi, -apertura nuovi spazi espositivi. Sala Giunone 8:30 -10-30". La Reggia sarebbe stata chiusa fino alle 10:30! Mi sono arrabbiata tantissimo, ma dopo, per non perdere la giornata (e per non fare montare l'arrabbiatura), abbiamo deciso di puntare su Casertavecchia, e ancora ringrazio la mia amica, per il ricordo di una chiacchierata che aveva fatto una volta con un'amica. "Se ti capita, vai a Casertavecchia! E' un gioiellino!" Confermo, e rilancio. Se vi capita (ma fatelo capitare), passate a Casertavecchia, ne vale la pena. Magari dopo aver visitato la Reggia, in mezz'ora massimo, potete stare sui 400 metri di Casertavecchia, seduti al tavolo, del ristorante dove avete prenotato il pranzo.


Salendo per Casertavecchia si arriva ad un parcheggio a pagamento (un prato, uno sterrato), dove poter lasciare l'auto. Il paese è vicinissimo, e per arrivarci occorre percorre solo una piccola salita alberata che arriva alla sommità del colle, dove sono i resti del castello, chiusi alle visite. Vicino al parcheggio, una chiesetta, e un paio di ristoranti, che però trovate anche dentro al paese.


Dalla rocca si entra in paese e subito la sorpresa di vie fatte con un acciottolato di piccole pietre, case ben curate, fiori alle ringhiere, un senso generale di pulizia e tranquillità. Pochissime auto per le strade, e non potrebbe essere altrimenti, viste le dimensioni ridotte delle strade (ma perché non pedonalizzare tutta Casertavecchia?). Guardo con curiosità i menù esposti (chissà come sono i Cazziarielli?), giro l'angolo, mi riempio gli occhi con il tufo delle mura e della torre,entro nel bar per un caffè e una pasta-sfoglia, e l'arrabbiatura è già un ricordo lontano. La Reggia di Caserta? Vabbè c'è tempo...


Pochi passi a piedi, mi affaccio su di una piccola chiesetta lungo la via, passo sotto la torre, ed arrivo davanti alla Basilica. L'esterno romanico promette bene; guarda come è particolare la cupola ottagonale. Vediamo cosa c'è dentro alla Chiesa dell'Arcangelo.


Tre navate, stile romanico, essenziale, vigoroso, accogliente, un pulpito sul lato destro, che risalta per i colori, che, scoprirò dopo, è un'aggiunta successiva al periodo dei Normanni e degli Svevi.


Alzo gli occhi, la cupola ottagonale, dall'interno non è così bella come dell'esterno, meglio il colpo d'occhio sull'altare e la navata centrale. Segno sul taccuino; a casa trovare il Duomo su Wikipedia.


I resti delle parete affrescata, il pulpito e la vasca battesimale, grande abbastanza per contenere un uomo. E poi fuori, per arrivare a quella che sembra una piazzetta, ma alla fine è la corte interna di un ristorante.


E poi giù per la strada "principale" di Casertavecchia, con la curiosità di vedere oltre l'angolo, di sapere come si dorme al B&B, come si mangia al ristorante, chi abita dietro a quel bellissimo portone.


E alla fine, tra un portone e l'altro, tra una vicolo senza uscita e un fiore che sembra quello dei leghisti, arrivo alla fine del paese, dove lo sguardo si getta sulla pianura, e l'unica cosa bella che vedo, è la Reggia con il suo parco, accerchiati, circondati dalla città nuova. Meglio stare quassù, forse.


Ma poi penso che sono le 11, che la Reggia è lì sotto che ci aspetta, e, a malincuore decidiamo che dobbiamo scendere in pianura, dobbiamo rientrare in mezzo al traffico, abbandonato queste strade tranquille, senza sapere se i Cazzarielli sono buoni o no.

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