Reportage: per le strade del vino di Mendoza a bordo di una Citroen 2 cavalli

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Comincia con questo post un reportage di viaggio su una delle destinazioni per me più affascinanti dell’Argentina, Mendoza. Questo post è dedicato al perché Mendoza, il prossimo alla Citroen bordeaux con cui ho viaggiato.

Il mio status di emigrante in Argentina si fa difficile quando programmo le vacanze estive. Mi dibatto tra la necessità di visitare familiari ed amici e la voglia di avventura dei viaggi che piacciono a me: zaino, biglietto aereo e l’aspettativa di scoprire quello che in un pacchetto organizzato non leggi neppure nelle condizioni generali!

Quando ho scoperto che un giovane imprenditore aveva inaugurato un servizio di autonoleggio di Citroen 2 cavalli d’epoca per visitare la strada del vino di Mendoza, non è stato particolarmente complicato organizzare una scappata e resistere così al richiamo dei parenti, la cui domanda standard è “ma allora noi quando ti vediamo?”. La regione del vino si trova a 2 ore di volo da Buenos Aires ed è uno dei luoghi più affascinanti da visitare per un italiano che programma un viaggio in Argentina.

La tradizione del vino mendocino infatti risale ai nostri nonni emigrati e si continua a respirare un’aria familiare che rende il soggiorno un’esperienza antropologica imperdibile. Alla fine dell’ottocento infatti, tra quelli che scelsero il Sud America in cerca di fortuna, molti italiani si stabilirono a Mendoza, contadini capaci di fare il vino. Così, dopo anni di lavoro duro e risparmio, alcuni riuscirono a fondare le proprie aziende: Antonio Tomba, Giovan Battista Mosso, Pasquale Toso, Emanuele Cerutti e molti altri: i fondatori dell’industria vinicola in Argentina.

A Mendoza, delle oltre 700 cantine registrate, molte hanno aperto al turismo enologico con visite guidate, degustazioni, corsi di cucina, equitazione ecc. In realtà il fenomeno è recente: nel 2004 solo una quarantina di cantine accoglievano i turisti mentre oggi il numero è triplicato ed in continuo aumento. Mendoza raccoglie il 72% del turismo enologico del paese e le aree del vino della regione sono molte, Maipù, Lujan de Cuyo e Valle de Uco tra le altre. Il mio consiglio spassionato è, per quelli di voi che stanno pensando ad un viaggio, di cominciare a conoscere i vini già a Buenos Aires, in una delle molte enoteche che si trovano in città e decidere poi quali cantine andare a visitare di persona, una volta raggiunta Mendoza. E' un po' come andare a visitare, per esempio, Pienza già conoscendo il sapore inconfondibile del suo pecorino ...

L'economia di Mendoza si divide tra la produzione vitivinicola e l'industria petrolifera. Il vino appare come il nuovo oro per questa regione, sorretta da investimenti argentini e stranieri che mettono a frutto gli oltre 170.000 ettari di vigneti esistenti. Tra le più antiche cantine della regione (non necessariamente le migliori produttrici attuali di vino!), ci sono Lopez, Norton, Valentin Bianchi, Chandon e Trapiche. Vale la pena visitarne per lo meno un paio per conoscere le origini di questi produttori e l'impressionante sviluppo che hanno avuto in questi ultimi anni.

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