Il terremoto ha colpito anche le torri di Bologna?

Ricostruzioni della torre di bologna

Il terremoto è una brutta bestia (45500 per donare 2 euro a favore delle popolazione terremotate dell’Emilia-Romagna), che non guarda in faccia alle persone e alle loro cose, case, fabbriche, chiese e monumenti storici. Com'è giusto che sia, le persone prima di tutto, ma poi occorre pensare anche alle loro cose, come si sta facendo a Bologna, dove c'è qualcuno che sta monitorando le Torri.

Si chiama Arianna, laureata in fisica, e da quando c'è stato il terremoto la sua preoccupazione è quella di monitorare lo stato delle due torri più famose di Bologna; la torre degli Asinelli (97 metri) e quella della Garisenda (48 metri), entrambe pendenti. Ci vorranno misurazioni accurate, i cui risultati si aspettano per la prossima settimana, ma già così ad occhio, l'Arianna qualche differenza l'ha notata. Ed a preoccuparsi c'è anche un professore, che nella staticità della torre più alta non ci conta poi tanto, e così chiede al comune di impedire il traffico in quella zona.

Speriamo bene, non solo per le due più famose, ma per tutte quante le altre 20 torri di Bologna, che oltre ad essere la Dotta, era anche la Selva Turrita. Infatti di torri nel Medioevo Bologna ne aveva tante, qualcuno dice 40 altri 200, tante comunque da farci immaginare una Manhattan del medioevo. Torri per difendersi, torri per abitare, torri per dare lustro alla famiglia (guarda la mia è più alta della tua), crollate, mozzate dagli uomini nel corso dei secoli, ma alcune, 22, sono arrivate fino ai giorni nostri.

E per conoscere, per riscoprire questa Bologna medievale, il comune aveva organizzato una manifestazione, di cui ne rimangono tracce utili a quanti le volessero riscoprire; mappa e podcast. Non ora, c'è ancora il terremoto, c'è da pensare alle persone (45500, 45500,45500), ma insomma, speriamo presto, quando si potrà ricominciare a vivere normalmente.

Via La Repubblica
Ricostruzione del 1927 di Bologna medievale Angelo Finelli da Wikimedia Commons.

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