Che differenza fa il Terminal di Heathrow

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Londra e l’Impero britannico. Dove meglio osservarli che al Terminal 5 di Heathrow. Aperto nel 2008, fino a marzo ha servito solo British Airways. Oggi qualche altro fortunato ci può volare, ma sono pochi. Il Terminal 5, niente puzzolenti low cost - qui non è un supermercato come Stansted, o peggio un discount come Luton. No Signori, qui si serve la Regina e il suo impero: biglietti salati, viaggiatori importanti, viaggiatori consci di contare qualcosa perchè non volano dall’1-2-3-4. C’è pure la fermata della metro per il 5.

Tanta gente da tutto il mondo, un punto d’osservazione perfetto. Qui non c’è più nulla da fare, è come un Limbo dove ormai la vita si è vissuta e si attende l’apertura del portone di San Pietro. Finito il nervosismo dello shopping in Regent Street, buttata la piantina gratuita della metro, qui finalmente si tira il fiato - un paio d’ore minimo da passare a far nulla, far nulla e guardarsi a vicenda. Sì perché poi il Terminal 5 è pure piccolo, c’è pochetto da fare. Piccolo e moderno, nessuna zona per i fumatori, una pena terribile per chi come me ha appena comperato un sigaro per andare a bere il caffè.

Starbucks svetta, ha pure un totem in legno chiaro e tante brochure a tema bio/social/etc. Mi accodo. Un cameriere con le cuffie wireless passa la fila e prende i preordini. Ristretto doppio per French. Sì ma poi la tipa alla macchina del caffè non mi serve, non ha il mio doppio, non ci azzecca nulla con Starbucks: con tutto rispetto, come potete darmi caffè fatto da un’impacciatissima ragazza velata, palesemente priva di affetto per il prodotto? Caduta di stile. Perfortuna ci pensano gli avventori a distrarmi, sono magici. Starbucks è un rituale ma fino ad oggi non lo avevo mai percepito così chiaramente.

Lo vedo da come prende i cartoncini il signore americano: sono coroncine di cartone timbrato, che si mettono intorno alla tazza quando scotta troppo, cioè sempre (il caffè è imbevibile da quanto scotta) - bene, dovreste vederlo di persona per capire quanto sono importanti le coroncine di cartone. Sono un po’ un simbolo, sono l’attenzione verso il cliente, sono la prova che sei o sette sterline per un caffè saranno sempre spese bene qui da Starbucks, sono essenziali a compiere il rito. Ecco, anche Starbucks ha le sue ostie. Io la comunione non la ho fatta, ma capisco come sia un sacramento importante.

La coroncina di cartone ti rende unico, Starbucks è una grande chiesa che ti dona tanto. Quando non sei inglese, e percepisci quel leggero senso di potere globale che emana dal Terminal 5, ecco: un caffè lungo con panna e spruzzo di caramello, spolverato di cannella e con due ghirigori di cioccolato - ecco cosa ti rende unico al mondo. Qui hai così tante inutili declinazioni del ghirigori, sempre uguali. E sopratutto ti puoi sentire per cinque minuti uguale a quando stai a casa tua. Non a questo Terminal dove ancora una volta si capisce quanto siano sottilmente snob e grossolanamente trash allo stesso tempo, le cose qui in Gran Bretagna.

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  • nickname Commento numero 1 su Che differenza fa il Terminal di Heathrow

    Posted by:

    Che traduzione terribile! La fonte originale sarebbe? Meglio leggere direttamente in inglese, non trovate? Sicuramente non pubblicherete questo commento ma non fa niente Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Che differenza fa il Terminal di Heathrow

    Posted by:

    effetivamente,uno scempio. Scritto il Date —