La Corte Costituzionale boccia il Codice del Turismo della Brambilla

Palazzo della Consulta a Roma

A noi di Travel ci piace più viaggiare che parlare di Politica, ma questo non significa che non stiamo attenti ai fatti della Politica, soprattutto quando riguardano gli assetti giuridici ed economici del settore turistico, uno dei più importanti della nostra economia (e ancora non hanno trovato il modo per de-localizzare il Colosseo o il Duomo di Milano).

Nell'ottobre del 2010, l'allora Governo Berlusconi, aveva varato il Codice del Turismo, sotto la spinta propulsiva del Ministro Brambilla. Si disse che si trattava di riordinare la normativa del settore, ma per qualcuno si trattava di un'invasione di campo.

Si, perché nell'epoca del federalismo (quello disegnato dal primo governo Prodi con le modifiche all'ultima parte della Costituzione), tutte le competenze legislative appartengono alle Regioni, tranne quelle che la Costituzione attribuisce espressamente al Governo centrale, e la Costituzione non attribuisce allo Stato alcuna competenza in materia di turismo.

Ed ora accade che la Corte Costituzionale abbia bocciato ben 19 articoli del Codice del Turismo voluto dalla Brambilla, per eccesso di competenza; insomma, qualcuno ci ha provato, e più che un ordinare la materia, si è trattato di un tentativo di modificare la materia. Punto e a capo, con la materia che torna nelle mani delle Regioni. E' il federalismo, baby.

Foto Jastrow.

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