Ryanair perde un altro round nella battaglia dei rimborsi per i voli cancellati dall'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull

Eruzione Eyjafjallajokull  del 2010

Non siamo alla sentenza definitiva, che sarà presa entro qualche settimana dalla Corte di giustizia Ue, ma l'Avvocato Generale della Corte ha espresso le proprie considerazioni sul caso. Secondo l'Avvocato, in caso di eventi straordinari, i vettori aerei sono comunque tenuti a fornire assistenza ai clienti per il periodo in cui sono rimasti a terra, dovendo fornirgli, gratuitamente, vitto ed alloggio, oltre al trasporto da e per l'aeroporto (e le comunicazioni con il proprio paese), rimanendo escluse compensazioni richieste dai passeggeri, per eventuali danni subiti.

La causa riguarda Ryanair, ma in effetti interessa tutti gli operatori del settore, ed era stata intentata da una viaggiatrice irlandese, che a causa dell'eruzione del vulcano islandese, era stata costretta a rimanere a Faro in Portogallo per tre giorni, sostenendo così spese aggiuntive per 1.130 euro. Essendo la materia regolata da normative comunitarie, la corte di Dublino aveva presentato il caso alla Corte di Giustizia europea.

Ryanair ha impostato la propria difesa sostenendo che l'eruzione del vulcano fosse un caso di particolare eccezionalità, cui non si applicava la normativa prevista dalla UE. L'Avvocato Generale, la cui opinione nell'80% dei casi è poi confermata dal giudizio della Corte, ha ribattuto che nel linguaggio corrente la definizione di "casi eccezionali" riguarda tutto quanto non è sotto il controllo dei vettori aerei, eruzioni vulcaniche comprese.

Foto | Olikristinn.

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