Mondello: da porto del fango a spiaggia dei palermitani



In arabo Marsa 'at Tin, porto del fango, a causa dei numerosi acquitrini, in un'epoca in cui si andava per mare solo per pescare. Dobbiamo aspettare l'inizio del secolo scorso, perché qualcuno si accorga che Mondello, oltre a godere di una splendida posizione, è un luogo adatto alle nostre villeggiature. E come per tanti altri bellissimi luoghi dello stivale, il merito dello sviluppo di Mondello in chiave turistica, lo dobbiamo a dei forestieri, una società belga in questo caso, che per prima ottenne una concessione balneare dal comune di Palermo.

Siamo a Palermo, perché Mondello a tutti gli effetti è una frazione del capoluogo siciliano, ma è come non fossimo a Palermo, perché dalla città la divide il bellissimo parco della Favorita, adagiato alle falde del monte Pellegrino. Quasi due chilometri di spiaggia, tra il monte Pellegrino e il monte Gallo, probabilmente una delle più belle spiagge della Sicilia.

L'estate a Mondello dura a lungo, e per saperlo basta guardare i TG, quando per i loro pezzi di colore, e per farci morire d'invidia, ci mostrano i bagnanti a stagione autunnale inoltrata, per cui ferie permettendo, l'ideale è evitare di arrivarci d'agosto, quando è presa d'assalto da quanti cercano di sfuggire alla canicola della città.

Il parco della Favorita alle spalle, tante ville liberty, tra le quali Villa Caboto, infestata dagli spiriti, lo stabilimento balneare costruito su di una palafitta dai belgi, un enorme ficus, in viale degli Iris, che vi farà vergognare del vostro piccolo ficus in vaso.

Foto Enzian44, Dedda71, Diego Cosmo, Denis Jarvis

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