In Olanda per l'elfstedentocht, la più lunga maratona di pattinaggio sul ghiaccio

elfstedentocht-1997

Neve e freddo flagellano l'Italia, portando a nudo il peggio e il meglio del nostro paese, a confronto con se stesso, e con il resto d'Europa, come con l'Olanda, dove sta montando luna sorta di isteria collettiva per l'elfstedentocht, testimone l'ormai immancabile twitter, con i suoi #, che da quelle parti si scrivono #elfstedentocht (cercate un traduttore dall'olandese).

Lì il freddo polare non è temuto, ma quasi invocato, perché freddo significa ghiaccio, e ghiaccio significa Elfstedentocht, una sorta di enorme e mitico toga party (l'ultimo c'è stato nel 1997), al quale tutti possono partecipare, purché armati di pattini da ghiaccio, e purché abbastanza allenati per percorrere i quasi 200 chilometri del percorso.

E il freddo di questi giorni ha sollevato molte speranze tra gli olandesi, perché, per ovvi motivi di sicurezza (reggere il peso di oltre 16.000 partecipanti non è uno scherzo), occorre che il ghiaccio sia spesso, su tutto il percorso, almeno 15 centimetri. Il tam tam olandese è già partito, e la speranza, si alterna alla delusione, perché fin'ora, in alcuni tratti, il ghiaccio è spesso "solo" 8 centimetri, ma la speranza c'è.

Foto Tjeerd van der Werk.

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