Dobbiamo rimpiangere Sharm el Sheik come il Paradiso perduto?

Sub a Sharm el Sheik

Sharm-el-Sheik, paradiso perduto, prima dagli israeliani, che scoprirono e svilupparono questo piccolo villaggio di pescatori durante l'occupazione del Sinai, ed ora, forse, dai turisti provenienti da tutte le parti del mondo, che qui sognano di venire a svernare e a godere delle splendide acque, magari per sfuggire al freddo invernale, alle giornate della merla.

Rivolte e sequestri, è questo il titolo del pezzo della Stampa, che ci racconta della difficile situazione che si sta vivendo in Egitto, che alla fine, inevitabilmente, ha raggiunto anche questo angolo del Sinai. E dopo tanti furti e rapine, alcune anche a mano armata, la morte di un turista francese, forse sfortunatamente coinvolto in una sparatoria tra beduini, ieri è arrivato anche il rapimento di 25 lavoratori cinesi; non consola molto che non si tratti di turisti, che il fatto non sia avvenuto nella parte turistica della penisola. La situazione si sta facendo sempre più pesante anche a Sharm.

Avviso del Mae; e per averne conferma basta leggere il lungo avviso del MAE sul sito ViaggiareSicuri, dove oltre a riportare della situazione complessivamente difficile nel paese, si cita Sharm, e tutta la zona turistica: "Anche in ragione del brusco deterioramento della situazione economica generale, Si registra nel Paese un aumento di casi di micro-criminalità, quali borseggi, furti, furti d’auto, ma si sono recentemente verificati anche episodi di maggiore violenza, quali rapine a mano armata (che hanno coinvolto anche turisti stranieri, nei pressi di un ufficio di cambia-valute nella località di Sharm El Sheikh). Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo in Egitto e che consiglia di mantenere una elevata soglia di attenzione e di cautela. "

Foto | WomEOS.

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