Appia Antica: Villa dei Quintili si arricchisce

Il mese scorso avevo letto su Repubblica di Roma notizie sconcertanti, in Appia Antica, sesso nelle tombe, titolo quasi da film di serie B:

Sembra di essere nella Roma di Fellini. E invece siamo nel parco archeologico dell´Appia antica. Non il lungo ed efficiente viale carico di storia dove - prima e anche subito dopo il Gra - passeggiano turisti e guide. Ma il tratto dove non sono mai arrivati gli operai che, per il Giubileo, grazie a un corposo finanziamento del Comune e della Soprintendenza statale, nel tratto restaurato riportarono alla luce l´antico basolato e misero in posa, se le pietre romane non c´erano più, i sampietrini ottocenteschi. Via degli Armentieri è perciò un limite: dove finisce la strada curata, inizia il degrado. Soprattutto sociale.

Oggi arriva da IGN la buona notizia dell'acquisto da parte della Sovrintendenza di tre ettari che si aggiungono ai 24 del Parco dell'Appia Antica. Il terreno è quello di Santa Maria Nova:

Originariamente una proprietà ecclesiastica compresa, nel 997, nel patrimonio Celimontano di S. Erasmo, incorporata nel XII secolo nel fondo di Santa Maria Nova e, dal XVI secolo, proprietà dei monaci Olivetani di Santa Maria Nova, il terreno comprende un casale eretto tra il XII e il XIII secolo che si erige su una cisterna a due piani di età imperiale romana e una torre, in parte romana e in parte medievale.

Leggete tutto il pezzo per scoprire la storia affascinante di una casa spiritata che ospitò spesso Grace Kelly e forse il corpo di Tullia, la figlia di Cicerone misteriosamente scomparsa al Quinto Miglio della Via Appia.

Secondo Elena Kimble ''quella casa era un posto meraviglioso, una sorta di microcosmo dal quale non avrei mai voluto uscire'': deve essere stata la bellezza di quella struttura immersa nel verde e tra le rovine romane ad averla convinta a continuare a vivere nel casale anche dopo aver scoperto che si trattava di una casa abitata da spiriti.

''Spiriti gelosi'', secondo la signora Kimble, che spingevano gli abitanti giù dalle scale e li sottoponevano a ogni genere di dispetti. A quanto riporta la proprietaria, che ora vive in Spagna, ''nella casa si sentivano sempre voci, musiche, odori di fiori e la voce di una bambina che cantava filastrocche infantili''. Sarà stata, forse, la voce della bambina alla quale apparteneva il corpo contenuto nel sarcofago rinvenuto, nel 1485, proprio presso il casale, perfettamente conservato e con un diadema d’oro nei capelli? Si disse, ma senza alcun fondamento, che si trattava di Tullia, la figlia di Cicerone, ma quale sia la verità non la sapremo mai, perché il corpo, esposto a Palazzo della Cancelleria, si dissolse improvvisamente a contatto con l’aria. Un mistero accentuato dal fatto che il Quinto Miglio della Via Appia (dove si trova il casale), è considerato dagli storici, anche sulla base delle affermazioni di Piranesi, un luogo di purificazione: il terreno ricco di acque benefiche, minerali e calde ospitava probabilmente atti purificatori che precedevano i riti della cremazione. A poca distanza dalla proprietà, infatti, si trova un ustrino, luogo in cui si bruciavano i corpi dei morti.

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