Una tassa sui viaggi per finanziare le grandi città

A breve i viaggiatori potrebbero pagare un'imposta di due euro nei porti e negli aeroporti delle città metropolitane

"Sì, viaggiare, evitando le buche più dure...". Così cantava Lucio Battisti. Bene, ora le buche non sono l'unico pensiero per chi deciderà di mettersi in viaggio. E' in arrivo, infatti, una tassa sui viaggi per finanziare le città metropolitane.

La proposta arriva dall'ANCI, Associazione dei Comuni, che l'ha inserita nella bozza di decreto enti locali, in questi giorni al vaglio del Governo che, se l'approverà, verrà varata proprio in prossimità delle vacanze pasquali.
Cosa prevede la misura? Un'imposta da pagare automaticamente nei porti e negli aeroporti delle principali città, che diventeranno così più cari. La tassa verrà utilizzata dale amministrazioni dei comuni delle città metropolitane per autofinanziarsi e colmare il debito ereditato dalle Provincie di cui hanno preso il posto.

In pratica, i viaggiatori potrebbero pagare un’imposta aggiuntiva che non dovrà superare i due euro a passeggero. La tassa viene riscossa direttamente al momento dell'imbarco dell'aereo, mentre sulle navi si pagherà allo sbarco dalle compagnie di navigazione. La proposta prevede anche esenzioni, specifiche per chi risiede in queste città, per i lavoratori e per i pendolari.

Al momento, l'elenco stilato dall'ANCI dei comuni soggetti al pagamento dell'imposra sono: Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari, Firenze, Bologna, Genova, Venezia e Reggio Calabria. L’addizionale aeroportuale e l’imposta di sbarco saranno invece applicate negli aeroporti e nei porti di Cagliari, Messina, Palermo e Catania.

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