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Ulivi in affitto e corse sulle piste: il declino dei piccoli aeroporti italiani

Pubblicato: 12 dic 2011 da Nemo

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Tempi difficili per i piccoli aeroporti italiani, quelli costruiti spesso in numero esagerato pensando più ad interessi di campanile - e senza una strategia turistica - che alle effettive potenzialità di sviluppo di un’area. Negli ultimi giorni due di questi scali minori hanno guadagnato attenzione, ma non certo per un elevato numero di arrivi e partenze o per servizi innovativi offerti ai viaggiatori.

L’Espresso si è occupato dell’aeroporto Catullo di Verona, il luogo da cui volano gli sprechi:

L’aeroporto Catullo ha noleggiato diciotto olivi ornamentali per 67 mila euro: più 3.700 a pianta. L’ultimo di una serie di sperperi e assurdità di uno scalo finanziato con i soldi pubblici ma sull’orlo della bancarotta e con i lavoratori in cassa integrazione.

La Catullo spa, società che gestisce il Catullo, avrebbe in carico anche lo scalo di Montichiari, a Brescia: dove gli addetti ci sono, ma non ci sono aerei né in partenza né in decollo. Una stazione vuota per uno spreco tutto italiano, pagata dai soliti contribuenti…

Infatti quella costruzione e la successiva gestione sono costate 40 milioni di euro, spesi dal 2002 a oggi, e una perdita attorno ai 5 milioni di euro all’anno. E ora il Catullo spa, per non fare bancarotta, deve ricapitalizzarsi. Perché il terminal bresciano è di proprietà al 99,99 per cento dello scalo scaligero, le cui quote azionarie sono soprattutto in mani pubbliche al 90 per cento con la Provincia di Verona e la Provincia di Trento in testa.

Viene da pensare a quanti piani di promozione turistica, a livello mondiale, si sarebbero potuti finanziare con queste cifre. Importi milionari sono andati in fumo anche per l’aeroporto di Comiso, come ci dice il Corriere della sera: 36 milioni di fondi europei finora spesi inutilmente a cui andrebbero aggiunti altri 5 milioni per aprire l’aeroporto al pubblico. Nel frattempo pare che la pista serva per far correre auto di lusso…

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1 commento

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  • Profilo di pollock

    pollock

    12 dic 2011 - 21:44 - #1
    0 punti
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    Perchè esagerate sempre nel riportare le notizie?L’aeroporto di Ragusa/Comiso non è costato un centesimo allo stato italiano, è stato interamente ricostruito con i fondi europei e dico ricostruito perchè esisteva già quello scalo poi chiuso per lungo tempo e convertito in base militare, purtroppo in Italia lo sport di sparare a zero su tutto e tutti e diffuso, un’esempio di buona amministrazione deve essere per forza trasfomato in uno spreco, lo spreco e il disaggio oltre che danno alla provincia di ragusa lo stanno provocando lo stato ed il governo nazionale che da tempo si ostiana dare le autorizzazioni necessarie per avviarlo e farlo decollare in tutti i sensi, nonostante la regione fosse disposta ad anticipare le spese per i vigili del fuoco e tutto ciò che serve per farlo funzionare!!!