Ryanair, arriva un'altra sanzione dell'Antitrust

Call center inaccessibile e costoso. Questi i motivi per cui l'Antitrust ha sanzionato la compagnia irlandese

Piange il telefono, cantava Domenico Modugno. In questo caso a piangere erano i viaggiatori Ryanair, costretti a trascorrere intere giornate al telefono a caccia della linea libera del call center della compagnia low cost. Call center che, una volta raggiunto, faceva pagare salatamente la telefonata tanto attesa.
E'questo il motivo per cui l’Antitrust ha nuovamente multato Ryanair con una sanzione amministrativa di 550 mila euro per pratiche commerciali scorrette, in particolare "per le modalità di assistenza fornite ai passeggeri attraverso un servizio di call center raggiungibile esclusivamente tramite numerazioni a sovrapprezzo, giudicate troppo onerose", scrive l'Antitrust.
La sanzione arriva dopo numerose lamentele e segnalazioni di singoli passeggei Ryanair ed associazioni in difesa dei consumatori, che hanno denunciato l’estrema difficoltà e onerosità nel mettersi in contatto con l’operatore per qualsiasi richiesta.
Tra le "mission impossibles" c'era la richiesta di assistenza per l’imbarco di persone con ridotta mobilità; la scelta di un volo sostitutivo in caso di variazioni al piano di volo disposte dal vettore; la modifica della prenotazione effettuata prima del volo; la richiesta di restituzione delle somme erroneamente addebitate al momento della prenotazione e di emissione della fattura commerciale per il volo acquistato, oltre all’utilizzazione dei bonus di credito concessi dalla compagnia.

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Da questo momento Ryanair 90 giorni di tempo entro cui comunicare le iniziative che intende adottare per risolvere la questione (la compagnia era già intervenuta nel corso del procedimento, senza tuttavia aver ancora eliminato i disservizi). Tra le misure di recente adottate c'è l’abolizione del numero a sovrapprezzo dedicato all’assistenza prioritaria, la riduzione delle tariffe per l’assistenza telefonica e l’introduzione di un servizio di assistenza via chat, accessibile dal sito web del vettore, che consente al passeggero di interloquire con un addetto al servizio clienti.
Non è la prima volta che la compagnia low cost irlandese finisce sotto il mirino dell’Antitrust: in passato era stata multata per mancata trasparenza sulle offerte delle assicurazioni facoltative e sulle modalità di indicazione dei prezzi dei biglietti.

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