Travelgag: la notte dei lupi "capodannari"

Mancano poche ora alla fine dell'anno, ma molte capitali europee sono già invase dai cosiddetti "lupi capodannari", una specie turistica molto particolare. Analizziamola insieme a voi.

capodannari


"Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi", ma non sono quelli che benpensano. O almeno non solo loro. E lo siamo davvero stati almeno una volta nella vita un po' tutti.

Si tratta dei #lupicapodannari. Li potete incontrare facilmente in queste ore, in questi giorni, se vivete in una "capitale europea" o in una di quelle "città d'arte" (etichetta crudele che non lascerà in pace i residenti durante ogni festività) tanto famose. Esisterà una "città senz'arte"?


La cosa che colpisce di questa folla eterogenea che avvistate facilmente nei centri storici suddetti è il tipico comportamento. Non sono veri turisti. Men che meno viaggiatori. Ma non rientrano perfino in categorie come quelle fieristiche o shopping maniacs.

Brancolano senza meta e senza una cartina che non sia quella rimediata da qualche generoso portiere. Ma in effetti non sono nemmeno classici clienti d'hotel. Prediligono i b&b, le ospitate a casa da amici, pronti a dormire in ogni dove, dentro le vasche da bagno, sugli armadi, sul pavimento.

La loro molla è stata una sola: evadere! Fuggire dal natio borgo selvaggio, qualunque esso sia. Da questo punto di vista almeno (consoliamoci) non sono solo italioti. Anzi. Ovviamente ne incontrerete molti entro confine, perché la grande maggioranza ha scelto alla fine di "mettersi in macchina e partire".

Li accomunano le bandiere del #lastminute, #lastsecond, #lowcost. Non sanno di preciso dove andare. Quindi hanno anche tutta l'aria di non sapere dove si trovano effettivamente. Hanno scelto Roma (nel mio caso) perché gli sembrava semplice. E tutto sommato un posto a basso costo (???) ma soprattutto con un ottimo clima (la notte del 2015 la ricorderanno male stavolta).

Come arrivano si rovesciano per strada. Perché non hanno tempo per musei, palazzi, visite, chiese. Provano a "fare un giro" e nei loro occhi non si può fare a meno di notare un disperato grido di aiuto che si può tradurre più o meno così: "Cosa possiamo fare per la notte di San Silvestro? Dove passiamo il Capodanno? C'è una festa?"

La loro scelta è quasi sempre la stessa. Cenetta a casa, b&b, panchina. Quindi in piazza, boccia di prosecco in mano, a respirare il clima affascinante della "città d'arte". Pregna di cantanti spaventosi che devono sbarcare il lunario. Una cosa che assomiglia molto alla fine ingloriosa di molti umani in film come la Guerra dei Mondi o World War Z.

Proprio ora li potrete trovare attufati nei supermarket del centro, a sgomitare per un brachetto in offerta, e lenticchie con cotechino in omaggio. Sono assatanati. Pronti a tutto.

Analizzando ancora meglio il fenotipo medio di questo grande contagio periodico, possiamo dedurre alcuni elementi distintivi determinanti.

I lupi capodannari non sono innamorati. L'esigenza di lasciare un luogo coperto e caldo dove scambiarsi effusioni approfittando del baccano in giro ha una sola eccezione: ragazzini sotto tetto controllato. Gli altri non possono nemmeno essere amanti lascivi (come potrebbero infatti mollare la famiglia a Capodanno, "per lavoro"?). Tutti gli altri appartengono alla grande comitiva degli annoiati esistenziali.

Coppie che scoppiano se restano sole davanti ad un camino acceso. Famiglie che divorziano per lo stesso motivo. Con piccoli e medi infernali. Capaci di fornire attenuanti a radicali reazioni franzoniane. Tutti questi si baceranno con una violenza disgustosa ed etilica al freddo, alla ricerca del selfie esemplare da mostrare sui social.

Quindi ci sono i single incalliti con depressione galoppante appena restano soli durante i fuochi. Poi ci sono gli sfigati cronici. Quelli che devono "chiudere casa" (più eclettici se ci si nascondono dentro) per fare invidia ai vicini e infine falsi viaggiatori dell'ultimo minuto. Tutti quelli reali sanno benissimo che la data perfetta per fuggire (lontano davvero) è subito dopo o un bel po' prima le feste preordinate.

Per loro e nostra fortuna Capodanno dura poco. Il Primo gennaio, il Grande Lunedì, assomiglia alla fine dell'incantesimo maledetto. I lupi perdono il pelo, forse anche il vizio per la prossima volta. Dipende dalle "sòle" che prenderanno. E tornano così alle loro inutili vite. Buon anno a tutti.

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