
Ricostruire l’antichissimo Tempio G di Selinunte per farlo tornare al suo antico splendore. Sarebbe questo l’ambizioso progetto di alcuni studiosi, che appoggiati dalla Regione Sicilia vorrebbero rimettere insieme i pezzi ora disseminati su un’area vastissima per giocare con la Lego e riassemblare l’edificio dedicato a Zeus.
Un modo per ridare smalto all’area archeologica e per rilanciare anche il turismo in questa zona della Sicilia, che però trova più di un critico. Infatti pare che nel 409 A.C., quando Annibale distrusse la colonia, il Tempio G non fosse stato neppure terminato. Questo significa che la sua ricostruzione integrale sarebbe da un lato impossibile e dall’altro una forzatura che porterebbe in vita non un edificio crollato ma una copia di come sarebbe stato se fosse stato realizzato.
Inoltre, di fronte ai tanti siti archeologici, monumenti e palazzi che, pur non essendo ancora ridotti a macerie, restano abbandonati e umiliati, viene da chiedersi quale sia l’utilità e l’interesse di rimettere insieme 6 mila metri quadrati di pietre aspettando che altri edifici ancora integri crollino …
Sul Giornale dell’Arte, tanto per fare un esempio, leggiamo che dal tempio greco di Hera, a Selinunte, cadono parti del cemento usato per restaurarlo nel 1959 quando i giganteschi blocchi di marmo vennero rimessi in piedi. Da tempo interdetto ai visitatori e recintato, oggi il colosso mostra i tondini di ferro usati per collegare i massi.
Dunque un tempio che è stato già ricostruito è chiuso al pubblico e viene lasciato crollare mentre se ne ricostruisce uno crollato oltre 2 mila anni fa… E voi, da turisti e appassionati frequentatori di siti archeologici, cosa pensate di questo progetto (per il quale già sarebbero pronti 8 milioni di euro di fondi regionali) ?
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